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Hammurabi

(accadico Ḥammurabi, amorreo ʻAmmu-rapiʼ). Nome amorreo, portato da alcuni re di Mesopotamia e di Siria nel II millennio a. C. Il più famoso e importante è Hammurabidi Babilonia (1792-1750 a. C.) , figlio di Sīn-muballit. All'inizio del suo regno il Paese, stretto tra i regni più potenti di Assiria (sotto Shamshi-Adad I) e Larsa (sotto Rīm-Sîn), era in difficile posizione politica. Con un sapiente gioco di alleanze, approfittando della crisi dell'Assiria alla morte di Shamshi-Adad, Hammurabi riuscì a sconfiggere tutti gli Stati circostanti: Elam (escluso dalla scena mesopotamica), Assiria (ridotta al nucleo originario), Ešnunna (annessa), Larsa (annessa in due riprese) e infine Mari (distrutta). Al termine dell'espansione Hammurabi controllava tutta la regione dal Golfo Persico sino alla Siria. Parallelamente condusse opera di consolidamento dello Stato, accentrò l'amministrazione della giustizia nelle mani dei giudici regi, ridistribuì le terre conquistate ai suoi dipendenti e in particolare ai soldati, curò la canalizzazione e sviluppò le costruzioni. Il suo nome è legato al Codice di Hammurabi, celebre stele in cuneiforme in cui è raccolto un corpo di leggi di grande importanza.

G. R. Driver, J. C. Miles, The Babylonian Laws, Oxford, 1952-55; H. Schmökel, Hammurabi di Babilonia, Firenze, 1964; P. Fronzaroli, Hammurabi, Milano, 1966.

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