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Hamsun, Knut

scrittore norvegese (Lom 1859-Nørholm 1952). Eminente figura del decadentismo norvegese, di umili origini, fu costretto a esercitare qualsiasi tipo di mestiere per guadagnarsi da vivere; emigrò persino negli USA in cerca di fortuna. Dal suo soggiorno americano ricavò un libello satirico, La vita culturale dell'America moderna (1883), che denuncia l'affarismo e la corruzione. Il suo primo romanzo di successo fu Fame (1880), un'opera autobiografica che descrive i sentimenti e le reazioni di un giovane genio, vittima delle allucinazioni prodotte dalla fame. Seguirono Misteri (1882), miscuglio di frammentario autobiografismo e di vangelo nietzschiano che esalta il culto della vita istintiva e subcosciente; Il giornalista Lynge (1893), contro il conformismo della stampa nazionale; La Nuova terra (1893), contro le velleità poetiche degli scrittori norvegesi suoi contemporanei. Accanto a questo filone polemico si alterna nella composizione un filone lirico-naturalistico che porta Hamsun a trasfondersi interamente nel paesaggio fino a identificare la natura con lo spirito. A questa tematica si rifà il romanzo Pan (1894), un inno alla natura, generatrice di creature, di sentimenti e di passioni e alla quale ci si accosta non col ragionamento, ma in uno stato di grazia. Alla trilogia teatrale Alle porte del regno (1895), Il gioco della vita (1896) e Tramonto (1898), imperniata sul personaggio di uno scienziato e sul contrasto tra pensiero ed eros, segue la trilogia Sotto la stella d'autunno (1906), Un viandante suona in sordina (1909) e L'estrema gioia (1912), in cui ricompare l'io autobiografico di Hamsun, consapevole del fluire del tempo, ma sempre innamorato della vita e pronto ad abbandonarsi al ricordo e alla speranza. Tema centrale di quest'ultima trilogia è la figura del vagabondo, ribelle alle convenzioni utilitaristiche della civiltà industriale e nostalgico della spiritualità del mondo contadino. Alla fase lirico-polemica seguì un'altra fase epica cui appartengono Figli del loro tempo (1913), La città di Selgefoss (1915), opera satirica sul crollo della società patriarcale; Il risveglio della terra (1917), che gli valse il premio Nobel nel 1920 e che si rifà alla più radicata ispirazione di Hamsun: la tradizione contadina; Ultimo capitolo (1923), nato dalla coscienza della degenerazione e dell'esaurirsi d'ogni forza vitale; Ma la vita continua (1933) e Il cerchio si chiude (1936). Durante gli anni dell'occupazione germanica Hamsun sostenne il nazismo e il partito di V. Quisling in articoli sui giornali norvegesi e tedeschi. Dopo la guerra Hamsun, ormai sordo e cieco, tentò di giustificare le sue idee politiche in una specie di diario, Lungo i sentieri ricoperti d'erba (1949).