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Han (dinastia imperiale cinese)

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Storia

Dinastia imperiale che regnò in Cina dal 206 a. C. al 220 d. C. Solitamente viene suddivisa in due periodi: Han anteriore (Ch'ien Han) od occidentale (Hsi Han, 206 a. C.-8 d. C.), e Han posteriore (Hou Han) od orientale (T'ung Han, 23 d. C.-220 d. C.). Fondatore della dinastia Han occidentale fu Liu Pang che tra il 206 e il 202 a. C. dovette in realtà affrontare ancora dure lotte e riuscì a costituire l'unità cinese, ma la storiografia cinese fa risalire l'inizio della nuova dinastia al 206 a. C. La denominazione scelta da Liu Pang, priva di riferimenti coi precedenti Stati feudali, e desunta da un fiume omonimo della Cina centrale, sottolinea la volontà di creare una frattura con la tradizione precedente. Le figure di maggior rilievo del periodo Han anteriore furono, oltre al fondatore il cui nome dinastico postumo è Kao-tsu, cioè “sublime antenato” (206-195), Wen-ti (180-157) e Wu-ti (140-87). Dopo un'interruzione dovuta all'usurpazione di Wang Mang (8-23 d. C.) la dinastia Han (orientale) riprese con Liu Hsiu, in realtà II imperatore della dinastia orientale (lo aveva preceduto Keng-Shih), considerato il vero restauratore della dinastia. Durante il periodo Han orientale in Cina venne introdotto il buddhismo, furono allacciati estesi rapporti con l'Asia centrale e inviate spedizioni marittime in Occidente, che permisero di allacciare i contatti con l'Impero romano, vennero intraprese grandi opere di ingegneria idraulica sullo Hwang He (o Fiume Giallo), fu pubblicato un codice penale e furono incisi su pietra i classici. La denominazione Han designa pure un'altra breve dinastia esistita molto più tardi, tra il 947 e il 950.

Arte

Il lungo periodo dominato dagli Han rappresenta uno dei momenti culminanti della cultura cinese, attestato sia dai documenti storici sia dai reperti archeologici. La conquista del mondo materiale da parte dell'uomo è stata il tema dominante dell'arte di questo periodo, nel quale l'interesse per la vita umana in tutti i suoi aspetti diventa il motivo ispiratore degli artisti. La maggior parte dei reperti provengono dalle tombe, che hanno restituito migliaia di oggetti. A Ma-wang Tui (nei pressi di Changsha), per esempio, sono stati ritrovati centinaia di tessuti (broccati, sete leggere e pesanti), lacche, dipinti su seta, le più antiche carte geografiche, testi scritti, oltre al corpo di una donna (che ha più di duemila anni) con gli organi interni perfettamente conservati. In tutti gli arredi funebri compaiono poi statuette in terracotta policroma che raffigurano funzionari, musici, danzatori, servitori, case, animali, oggetti importanti soprattutto per conoscere i vari aspetti della vita quotidiana dell'epoca. Le tombe del re di Choung-shan, Liu Skeng, e della sua sposa (154-113 a. C.) hanno poi restituito i loro vestiti funebri formati da 2498 tessere di giada e tenuti assieme da fili d'oro (1100 kg), la cui fabbricazione richiese più di dieci anni di lavoro. I signori Han apprezzavano i vestiti in giada sia per porre in rilievo il proprio rango sia perché ritenevano che la giada evitasse la decomposizione del cadavere. Sempre da questa tomba proviene il più antico progetto architettonico scoperto finora in Cina, quello delle tombe dei reali di Choung-shan inciso su una lastra di bronzo nei minimi particolari. Per quanto riguarda l'urbanistica, la capitale degli Han occidentali, Ch'ang-an (attuale Sian), ricopriva un'area di 36 km², mentre diversi complessi palaziali ne occupavano tutta la sezione centro-sud. Quando gli Han trasferirono la capitale a Luoyang, mantennero l'impianto tradizionale e spostarono soltanto i palazzi imperiali nella parte nord della città. Le caratteristiche fondamentali dell'architettura di questo lungo periodo furono ritratte nei dipinti e anche descritte dalle fonti letterarie: alte piattaforme su cui si alzavano splendide sale, torri a più piani, marmi scolpiti, pilastri intarsiati, pareti dipinte. La pittura sarà invece soprattutto quella murale rinvenuta nelle tombe, ma probabilmente anche le mura dei vari palazzi e templi erano affrescate con scene di vita quotidiana come banchetti, cacce, battaglie. Per quanto riguarda la scultura, i reperti sono vari: dal monumento funebre del generale Ho Ch'u-ping (177 a. C.) agli animali che fiancheggiano la “via degli Spiriti” che dava accesso al mausoleo vero e proprio, alle lastre in pietra (incise o scolpite) e in terracotta che decorano le tombe, oltre a una grande quantità di sculture fittili. Anche le lacche, portate alla luce in gran numero, sono uno degli elementi caratteristici di questo periodo con le loro varie forme e colori (rosso e nero principalmente applicati su una base in legno). La varietà e la ricchezza dell'arte Han è pressoché unica nella storia cinese in quanto viene soprattutto dettata dall'amore per la vita e i suoi valori, che vengono descritti, conservati e perpetuati proprio attraverso l'arte. Realtà, tradizioni, miti e fantasie vengono combinati in splendide immagini e oggetti che riflettono le conquiste dell'uomo in questo importante periodo.

Bibliografia

Per la storia

L. Petech, Profilo storico della civiltà cinese, Torino, 1957; The Cambridge History of China, Cambridge, 1986; M. Sabattini, P. Santangelo, Storia della Cina. Dalle origini alla fondazione della Repubblica, Roma-Bari, 1989.

Per l'arte

P. Swan, La peinture chinoise, Parigi, 1958; idem, L'art de la Chine, Parigi, 1964; J. C. Y. Chinese Jades from Han to Ch'ing, New York, 1980; N. Vandier Nicolas, Chinese Painting. An Expression of a Civilisation, Londra, 1983; A. L. Giuliano, Bronze, Clay and Stone, Seattle, 1989.

Media

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