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Harbin

città (2.443.398 ab. nel 1990) della Cina, capoluogo della provincia di Heilongjiang (Regione di NE), nella Manciuria, sulla destra del fiume Sungari. Situata all'incrocio di importanti linee stradali e ferroviarie , è attivo porto fluviale, grazie alla navigabilità del Sungari, e mercato agricolo (cereali, soia) e forestale, sede inoltre di industrie alimentari, meccaniche, elettrotecniche, meccaniche di precisione, chimiche, del legno e del cemento. Aeroporto. Università. Dal 1934 al 1945 si chiamò Pinkiang. Anche Ha-erh-pin; in pinyin, Haerbin. Sviluppatasi in seguito alla costruzione della ferrovia cinese orientale, durante l'amministrazione russa (1898-1917), all'epoca della guerra russo-giapponese (1904-05) fu il principale centro operativo dell'esercito zarista in Manciuria. Dopo la Rivoluzione d'Ottobre, dichiarati inefficaci i trattati ineguali tra Russia zarista e Cina, Harbin venne restituita alla Cina, pur rimanendo ancora per qualche tempo centro di attività zariste in Manciuria. Dal 5 febbraio 1932 vi si insediarono stabilmente truppe giapponesi; liberata il 20 agosto 1945, passò sotto il controllo delle forze del Kuomintang, rimanendovi fino al 28 aprile 1946.

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