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Hardy, Godfrey Harold

matematico inglese (Cranleigh 1877-Cambridge 1947). Nel 1896 venne ammesso al Trinity College di Cambridge dove poi insegnò fino al 1919. Passò quindi a Oxford. Nel 1931, dopo essere stato per un anno a Princeton, tornò a Cambridge dove rimase fino al 1942. Ha svolto, in parte in collaborazione con J. E. Littlewood e S. Ramanujan, notevoli studi sulla teoria dei numeri e sulle serie, in particolare quelle di Fourier e quelle divergenti, e sulla funzione “zeta” di Riemann. Nel 1908 enunciò, contemporaneamente a W. Weinberg, una legge di genetica, fondamentale per i più recenti sviluppi della teoria dell'evoluzione.

Legge di Hardy-Weinberg

Legge fondamentale della genetica delle popolazioni che consente di prevedere l'incidenza di certi caratteri in una popolazione. Questa legge stabilisce che in una popolazione panmittica (in cui gli accoppiamenti avvengono casualmente) sufficientemente ampia – nella quale emigrazione ed immigrazione siano bilanciate o assenti, la selezione naturale inoperante e il tasso di mutazione trascurabile – le frequenze relative di una coppia di alleli tendono a rimanere costanti di generazione in generazione e a seguire una distribuzione binomiale. Una popolazione dotata delle caratteristiche summenzionate è ideale in quanto esistono sempre forze che tendono a far variare le frequenze geniche. Ciononostante, ammesse tali semplificazioni, è possibile studiare i principi basilari che governano le frequenze geniche e successivamente chiarire l'influenza delle varie forze (mutazione, selezione, ecc.) su tale equilibrio.

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