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Hardy, Thomas

romanziere e poeta inglese (Upper Bockhampton, Dorsetshire, 1840-Max Gate, Dorchester, 1928). Nato da una famiglia di piccoli proprietari terrieri, l'attività del padre, capomastro, lo indusse a studiare architettura, ma ben presto si volse alla letteratura. Scrisse dapprima versi di ispirazione swinburniana, poi romanzi e novelle. A Desperate Remedies (1871), un romanzo complicato e sensazionale alla Wilkie Collins, seguirono Under the Greenwood Tree (1872) e A Pair of Blue Eyes (1873), d'impianto tradizionale. Nel 1874 pubblicò anonimo Far from the Madding Crowd che suscitò curiosità (ne fu attribuita la paternità a George Eliot) ed ebbe grande successo. In esso si delinea già quella visione amara e desolata della vita, in cui l'uomo è schiacciato da un fato indifferente o spesso ostile; lo sfondo è la campagna del natio Dorsetshire, ribattezzato con l'antico nome di Wessex, rappresentata con freschezza, sensibilità, precisione di tratto e di colore che rivelano Hardy grande poeta della natura. Sposatosi, si stabilì nei pressi di Dorchester nella casa che abitò fino alla fine della vita. Dopo il frivolo The Hand of Ethelberta (1876), scrisse il più congeniale The Return of the Native (1878) che fu rifiutato dal critico Stephen perché troppo tragico. Seguirono The Trumpet-Major (1880), A Laodicean (1881), Two on a Tower (1882), tutti incentrati sul problema dell'amore descritto con linguaggio così franco da suscitare scandalo. Dopo quattro anni apparve The Mayor of Casterbridge (1886), che segna l'inizio di una visione più fosca e drammatica della vita umana che caratterizza anche The Woodlanders (1887). Seguirono i racconti Wessex Tales (1888) e successivamente Life's Little Ironies (1894) e A Changed Man and Other Stories (1913), ma la misura del racconto non gli fu congeniale. I disagi economici lo costrinsero a pubblicare a puntate Tess of the D'Urbervilles (1891), seguito da Jude the Obscure (1896), storia di una vocazione intellettuale tragicamente condannata al fallimento dalla debolezza della carne e dall'ostilità di una società materialista. Le reazioni che entrambi suscitarono per il cupo pessimismo cui erano informati indussero Hardy a dedicarsi esclusivamente alla poesia, considerata dalla critica, per densità di espressione e vigore d'ispirazione, più coerente e immediata della produzione narrativa, viziata dalla disuguaglianza di tono, dalla laboriosità della forma, dalla meccanicità dell'intreccio. Uscirono i Wessex Poems (1898), i Poems of the Past and the Present (1902) e soprattutto l'epopea drammatica The Dynasts (1904, 1906, 1908), che tratta della caduta, deterministicamente spiegata, di Napoleone. Seguirono altre raccolte di versi e il dramma arturianoThe Queen of Cornwall (1923). Postumi uscirono le austere poesie Winter Words (1928) e i Memoirs (1928), di notevole interesse.

Bibliografia

G. D. Wing, Thomas Hardy, Edimburgo, 1963; I. Howe, Thomas Hardy, Londra, 1968; F. E. Halliday, Thomas Hardy: His Life and Work, Londra, 1972; E. Villani, Il vizio moderno dell'irrequietezza, Bari, 1990.

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