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Haydn, Franz Joseph

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Biografia

Compositore austriaco (Rohrau 1732-Vienna 1809). Di umile famiglia, iniziò assai presto gli studi musicali e dal 1740 al 1749 fu alla scuola del coro di S. Stefano a Vienna. Assai utile alla sua formazione fu la conoscenza dei maggiori musicisti operanti nel mondo viennese e in particolare la collaborazione con N. Porpora, che lo chiamò al proprio servizio. Nel 1759 ottenne un primo impiego stabile al servizio del conte F. M. Morzin, come compositore e direttore di una piccola orchestra a Lukaveč, in Boemia. Allo scioglimento di questa (1761), Haydn fu immediatamente assunto come vicemaestro di cappella dal principe P. A. Esterházy, cui nel 1762 succedette il fratello Nicolaus “il Magnifico”, celebre mecenate molto appassionato di musica, che dopo alcuni anni tenne nei confronti del compositore un atteggiamento di protezione e amicizia, aperto e tollerante. Haydn, soprattutto dopo la morte del precedente maestro di cappella G. J. Werner (1701-1766), fu responsabile di tutta la vita musicale della corte (che risiedeva per la maggior parte dell'anno a Eisenstadt – dopo il 1766 a Esterház – e per alcuni mesi a Vienna), ebbe a disposizione un'ottima orchestra e provvide alla musica sinfonica e da camera, all'allestimento di opere italiane (proprie o di altri autori), alla musica di scena per i drammi teatrali, alla musica sacra. Alla morte di N. Esterházy (1790) l'orchestra di corte fu sciolta, ma Haydn conservò per esplicita volontà dello scomparso il titolo e lo stipendio di maestro di cappella, garantendosi assoluta libertà e sicurezza economica. Ormai era riconosciuto universalmente come uno dei maggiori compositori viventi e della sua fama europea è una prova, oltre alla vasta diffusione manoscritta e a stampa delle sue composizioni, la commissione da parte di un'associazione concertistica di Parigi delle sinfonie dette appunto “parigine”. Si stabilì a Vienna, ma già alla fine del 1790 partì per l'Inghilterra, accettando l'invito del violinista e impresario J. P. Salomon per una serie di concerti. Al primo soggiorno inglese (gennaio 1791-giugno 1792) ne fece seguire un secondo (febbraio 1794-agosto 1795) e in entrambi il musicista, al culmine della fama e della forza creativa, ebbe successi clamorosi e lo stimolo a comporre alcune tra le opere strumentali più alte (sinfonie “londinesi”). Nel 1795 riprese il servizio presso la ricostituita cappella Esterházy, senza dovervisi impegnare come un tempo: trascorse pertanto gli ultimi anni dedicandosi tranquillamente alla composizione (ultimi quartetti; le 6 grandi messe; gli oratori La creazione, 1798, e Le stagioni, 1801), finché diradò progressivamente e infine interruppe definitivamente (intorno al 1804) l'attività. Morì alcuni giorni dopo l'ingresso in città delle truppe napoleoniche.

Le opere

La parabola creativa di Haydn abbraccia ca. 50 anni che segnarono trasformazioni profonde nella storia della musica europea. Punti di partenza furono per lui le tradizioni vocali e strumentali del tardo-barocco austriaco e tedesco, l'opera napoletana e probabilmente il sinfonismo della Scuola di Mannheim. Dalle esperienze tardo-barocche o galanti dei vari Reutter, Wagenseil, Vaňhal in campo strumentale Haydn progressivamente si allontanò per compiere una sintesi originalissima che pose le basi della sinfonia e del quartetto moderni, grazie alla ricchezza e alla complessità dell'elaborazione tematica, all'interesse armonico e contrappuntistico, alla geniale interpretazione degli schemi della forma sonata che con lui raggiunse la compiutezza “classica” esemplare. Soprattutto per le sinfonie e i quartetti, Haydn è considerato artefice del classicismo musicale, di cui fu con Mozart e Beethoven il massimo protagonista. In questi generi strumentali è possibile seguire una chiara, anche se non uniforme, linea evolutiva, dalle prime esperienze alla compiuta originalità della produzione degli anni 1768-74 – periodo in cui il linguaggio haydniano assunse una carica di intensità e drammaticità che ha fatto parlare di “crisi romantica” o di Sturm und Drang (si pensi, per esempio, alle sinfonie n. 44 o Trauersymphonie, 1771, n. 45 o Abschiedssymphonie ovvero degli addii, 1772, e n. 49 o La passione, e ai quartetti op. 20, 1772) –, infine alla sintesi della piena maturità: dalle sinfonie “parigine” (n. 82-87, 1785-86, fra cui si ricordano quelle soprannominate L'ours, La poule e La reine) alle sinfonie “londinesi” (n. 93-104, 1791-95, fra cui quelle denominate La sorpresa, La pendola, Rullo di timpani) o alla grande serie dei quartetti culminanti nelle raccolte op. 76 (1797- 99) e op. 77 (1799). Gli 83 quartetti (l'ultimo è incompiuto) e le 108 sinfonie rappresentano l'aspetto della produzione di Haydn più conosciuto e apprezzato, sebbene soltanto in epoca recente sia stata fatta piena luce sulla cronologia (la tradizionale numerazione delle sinfonie non sempre rispecchia correttamente l'ordine cronologico) e sull'autenticità di molti lavori, poiché il successo del compositore spinse i contemporanei a far passare sotto il suo nome opere non sue. La figura di Haydn non può però essere ridotta, sebbene sia sterminata, alla sola produzione strumentale (che comprende anche 52 sonate per pianoforte; moltissima musica da camera; ca. 50 concerti per solisti e orchestra, dei quali il più notevole è quello per tromba; 16 ouvertures, 29 danze tedesche, 47 divertimenti, oltre 100 minuetti per orchestra): grande rilievo presenta infatti anche quella vocale, di cui fanno parte ca. 60 composizioni per voce e pianoforte, ca. 90 canoni a più voci, ca. 450 canti popolari scozzesi, irlandesi e gallesi adattati per voce e pianoforte. Le opere teatrali, in tutto 23, appartengono in prevalenza al genere dell'opera buffa italiana, come le tre su libretto di Goldoni (Lo speziale, 1768; Le pescatrici, 1769; Il mondo della luna, 1777). La musica sacra comprende 14 messe (fra cui la Nelson-Messe e la Theresien-Messe) e altre composizioni (tra cui uno Stabat Mater, ca. 1773). Nelle ultime 6 messe (1796-1802) si compie una sintesi senza precedenti tra vocalità, forme desunte dall'antica tradizione contrappuntistica e nuove conquiste strumentali; a esse vanno avvicinati i due già citati oratori maggiori, La creazione e Le stagioni, dove si nota anche l'assimilazione dello stile corale degli oratori di Händel, conosciuti in Inghilterra. Nello studio della vasta produzione di Haydn, accanto alle varie suggestioni stilistiche della musica colta del suo tempo bisogna ricordare l'importanza dell'apporto della musica popolare, accolto con fresca cordialità soprattutto nei minuetti e nei finali di sinfonie e quartetti e più in generale fecondo stimolo dell'originalità inventiva. La ricchezza di tale originalità non consente schematiche definizioni: Haydn è capace di punte altissime di intensità drammatica e di una gamma assai varia di cordiale umorismo. Ciò premesso si può accettare di riconoscere nella robusta e fondamentalmente equilibrata dimensione espressiva un carattere dominante della sua opera, che non conosce certe sfumate ambiguità e certo demonismo mozartiano e che fu in seguito punto di riferimento essenziale per Beethoven. Con Mozart il rapporto fu più complesso: sul più giovane compositore salisburghese, di cui fu sincero amico riconoscendone senza esitazione la grandezza, Haydn esercitò un'influenza iniziale, cui seguì a partire dal 1781 uno scambio di esperienze, tanto che appare innegabile in Haydn la suggestione delle ultime sinfonie e di altre opere mozartiane.

Bibliografia

H. C. Robbins-Landon, The Symphonies of Joseph Haydn, Londra, 1955; K. Geiringer, Joseph Haydn, Magonza, 1959; D. Bartha, L. Somfai, Joseph Haydn als Opernkapellmeister, Magonza, 1960; R. Hughes, Joseph Haydn String Quartets, Londra, 1967; C. Rosen, Lo stile classico. Haydn, Mozart, Beethoven, Milano, 1989.