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Herrera, Juan de-

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Biografia

Architetto spagnolo (Mobellán 1530-Madrid 1597). Massimo esponente dell'architettura spagnola durante il regno di Filippo II, fu il rigoroso interprete delle esigenze della monarchia iberica e dell'assolutismo controriformista del sovrano. Herrera occupa un posto particolare nell'ambito del manierismo europeo per la complessità intellettuale della sua figura e per la sua interpretazione del classicismo in architettura, improntata a un sintetismo purista e intransigente. Appartenente a una famiglia di hidalgos asturiani, il giovanissimo Herrera lasciò la sua terra nel 1547 per recarsi a Valladolid, al servizio del principe ereditario Filippo che nel 1548 seguì in un viaggio in Italia, Germania, Fiandre: si trattenne a Bruxelles fino al 1551, anno del suo ritorno a Valladolid, dove si dedicò a vari studi, presto interrotti per arruolarsi nel 1553. Come archibugiere a cavallo, nella guardia di Ferrante I Gonzaga, combatté in Piemonte e Fiandra: dal 1554, però, fece parte della guardia personale di Carlo V, che seguì nel ritiro di Yuste, in Estremadura, nel 1558 e presso il quale rimase fino alla di lui morte. Poco dopo, a Valladolid, attese a studi filosofici e umanistici. Questo periodo di meditazione fu interrotto fra il 1561 e il 1562 dalla preparazione delle illustrazioni per il Libro de las Armellas che dimostra la costante presenza di Herrera nell'ambito della corte filippina.

Opere: l’Escorial

Nel 1563 Filippo II affiancò Herrera a Juan Bautista de Toledo nella fabbricazione del monastero dell'Escorial, poiché il re, come è detto nella “cedola”, “...ha perfetta conoscenza dell'abilità che Herrera possiede in cose di architettura...”. Con questo atto sovrano Herrera venne consacrato architetto, pur non avendo precedentemente svolto particolare apprendistato in questo campo; ma le sue opere stanno a dimostrare che egli fu tale a buon diritto. Versato in problemi di idraulica e di ingegneria militare, aveva buona pratica dell'estrazione e fusione dei metalli e di meccanica. Le conoscenze di Herrera non si limitavano a questo già vasto campo di speculazione: egli fu un cultore e un profondo conoscitore della scienza ermetica, come lo stesso Filippo II. Di una stretta comunione di pensiero fra sovrano e architetto, i risultati sono direttamente evidenti nella progettazione dell'Escorial. Herrera scrisse anche il trattato Discurso de la Figura Cúbica, validissimo studio sul lullismo e le sue applicazioni, e un trattato di meccanica; la sua ricchissima biblioteca personale testimonia della vastità dei suoi interessi. L'intervento di Herrera investì tutto il programma dell'edificio, in cui monotonia ed esasperata iterazione degli elementi architettonici possono interpretarsi come espressione della volontà di controllo, attraverso uno strutturalismo integrale, dell'esasperato contenuto ideologico e simbolico dell'edificio. Herrera riuscì quindi, con un'operazione di congelamento del lessico classicista, a dominare tutti i problemi funzionali del monastero escurialense, a fare dell'edificio la summa dei poteri e dei simboli del più rigoroso monarca assoluto dell'età moderna. Nel 1584 Herrera ebbe la rara fortuna di assistere al compimento dell'opera. Già nel 1583 aveva inviato un memoriale alla Cámara de Castilla per ottenere il permesso di incidere e vendere le stampe del monastero in “tutti i regni e domini di Filippo II”, e nel 1588 era pronto il manoscritto del Sumario y breve declaración de los diseños y estampas de la Fábrica de san Lorenzo el Real del Escurial (Madrid, 1589).

Le altre opere

Durante il lungo periodo in cui fu occupato all'Escorial (1563-84), Herrera realizzò o fece eseguire numerose altre opere, che diffusero nella Castiglia la dignità istituzionale del suo linguaggio depurato e aulico. Dal 1579, in qualità di aposentador mayor de palacio e architetto delle fabbriche reali, esercitò un controllo dittatoriale sulla produzione architettonica di emanazione reale. Del 1571 sono i suoi disegni per la facciata meridionale dell'Alcázar di Toledo, eseguita dai suoi aiutanti J. Gili e D. de Alcántara; terminata intorno al 1585, è opera affine al modello vignolesco della facciata del palazzo di Caprarola. Degli stessi anni sono la trasformazione del castello di Simancas e il proseguimento della residenza reale di Aranjuez. Nel 1582 pervenne a Herrera, da Filippo II, l'incarico di progettare la Lonja (borsa di commercio) di Siviglia, che fu eseguita da J. de Minjares. L'ultima magistrale opera di Herrera fu il progetto della cattedrale di Valladolid, iniziata intorno al 1589 e rimasta incompiuta.

Fray José de Sigüenza, Fundación del Monasterio de El Escorial, Madrid, 1963; D. Bayon, L'architecture en Castille au XVIae siècle, Parigi, 1967; G. Sánchez, Arquitectura y escultura en Castilla, Barcellona, 1982.