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Heym, Georg

scrittore tedesco (Hirschberg, Slesia, 1887-Berlino 1912). È una delle prime e più singolari voci liriche dell'espressionismo, bruscamente interrotta dalla morte prematura: annegò pattinando nell'Havel. Ribelle all'angustia della famiglia e delle istituzioni, fu ammiratore di Kleist e di Hölderlin, oltre che di Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, che riecheggiano nelle sue visioni liriche d'orrore e di estasi sulla solitudine dell'individuo nella morsa della città moderna e della massa, e sulla catastrofe culturale che sovrastava l'Europa. Alle raccolte poetiche Der ewige Tag (1911; Il giorno eterno) e Umbra vitae (1912) seguono i racconti Der Dieb (postumi, 1913; Il ladro) e i sonetti Marathon (postumi, 1914); alla Grecia fatalistica preolimpica si ricollegano anche due tragedie ispirate al complesso “mediterraneo” dell'espressionismo. Interessanti sono anche i suoi diari, pubblicati nel 1959.

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