Questo sito contribuisce alla audience di

Hipparcos

(High Precision Parallax Collecting Satellite), satellite astronomico europeo lanciato il 9 agosto 1989 con un Ariane 4da Kourou, nella Guayana Francese, e destinato alla determinazione della misura e dei movimenti di 120.000 stelle della nostra Galassia. Di forma esagonale, è alto 3 m, ha un diametro di 2,5 m e una massa di 1130 kg. Dopo un perfetto lancio, sembrava che la missione fosse destinata al fallimento a causa della mancata accensione del motore di apogeoMage 2 di costruzione francese che doveva portare Hipparcos nell'orbita geostazionaria. Una riprogrammazione della missione (le istruzioni sono state modificate da Terra per consentire al satellite di stabilire la posizione delle stelle da un punto di osservazione diverso da quello previsto) ha però permesso di recuperare gran parte delle possibilità del satellite, che ha concluso la sua vita operativa con successo nell'agosto 1993, dopo aver trasmesso a Terra, il più aggiornato e preciso catalogo delle stelle. Si tratta di un catalogo di oltre 100.000 stelle, per ognuna delle quali viene data la posizione con una approssimazione inferiore di un centesimo di secondo d'arco, vale a dire con una precisione 10 volte migliore di quella possibile da osservazioni terrestri. Hipparcos ha inoltre scoperto alcune migliaia di nuove stelle binarie, ha misurato la variazione luminosa di alcune centinaia di migliaia di stelle e ha consentito la conferma di alcuni aspetti della relatività generale. I risultati sono stati inseriti nell'Hipparcos Star Catalogue e nel Thyco Star Catalogue. Il risultato più importante ottenuto dall'analisi dei dati sulla posizione di 120.000 stelle e, in modo meno esatto, dalla posizione di un altro milione circa di corpi luminosi, è la correzione del sistema con cui si calcolavano finora le distanze cosmiche, che è basato sulla luminosità delle stelle cefeidi. Una luminosità che varia con oscillazioni costanti determinate proprio dall'intensità della luce emessa. La luminosità delle cefeidi in altre galassie serve a calcolare le distanze fra formazioni di corpi celesti, ma l'accuratezza delle misurazioni dipende dalla precisione del calcolo della distanza delle cefeidi più vicine alla Terra che si trovano fra i 1000 e i 2000 anni luce. Stabilita con sicurezza, grazie a Hipparcos, la distanza delle cefeidi a noi più vicine, tutte le altre misurazioni sono state riviste e l'Universo appare più grande. La Grande Nube di Magellano, uno dei punti di riferimento centrali nello spazio, stando ai dati dell'Hipparcos, dista dalla Terra non 163.000 anni luce come si credeva, ma 179.000 anni luce. Con la Grande Nube di Magellano, anche tutte le altre formazioni stellari appaiono più distanti, dando un'immagine di un Universo più grande. Se le stelle ai confini dell'Universo sono più lontane di quanto si credesse, anche il tempo impiegato per trovarsi dove si trovano va accresciuto e l'età dell'Universo, calcolata tra i 9 e i 12 miliardi di anni, sembra invece più verosimilmente compresa fra i 10 e i 13 miliardi di anni. Allo stesso tempo cambia anche l'età delle stelle più vecchie, calcolata in base alla luminosità che diminuisce con l'aumentare della distanza o con il trascorrere del tempo. Se sono più lontane di quanto si credeva, allora la loro luminosità è maggiore di quanto sembrava e la loro età scende da quasi 15 a circa 11 miliardi di anni. Hipparcos porta anche il nome dell'astronomo greco del II secolo avanti Cristo che riuscì a occhio nudo a definire la posizione, nel cielo dell'emisfero settentrionale, di 1022 stelle con una precisione di tre secondi d'arco. Il satellite dispone invece di apparecchiature con una precisione di 0,002 secondi d'arco, circa 1000 volte più preciso rispetto all'occhio nudo. È la stessa precisione occorrente per distinguere una pallina da golf sul tetto di un grattacielo americano osservandola dalla vetta della Torre Eiffel. Hipparcos è stato anche il primo satellite europeo a essere montato e provato in Italia, dall'Aeritalia, che ne ha avuto il ruolo di capocommessa insieme alla francese Matra.

Media


Non sono presenti media correlati