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Hirst, Damien

artista inglese (Bristol, 1965), capofila dei cosiddetti YBA che agli inizi degli anni Novanta del Novecento furono sostenuti dal potente gallerista londinese Charles Saatchi. La morte è il tema centrale delle sue opere. È noto soprattutto per una serie di lavori in cui i corpi di animali, come squali o tigri, pecore e mucche, sono imbalsamati e immersi in formaldeide. Il manifesto della sua poetica è The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living (L'impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo, 1992), opera consistente in uno squalo tigre di 4 metri immerso in una vasca di formaldeide. Tramite le sue opere l'artista dimostra come la mente dell'uomo non accetti la morte e come, malgrado si muoia, resti conservata in noi l'immagine esteriore della vita (la formaldeide è una soluzione chimica che permette di conservare i corpi impedendone la putrefazione). Nel 1993 crea Mother and Child Divided (una mucca e un vitello sezionati e conservati in formaldeide) presentato alla Biennale di Venezia del 1993 e che, nel 1995, gli fece vincere il Turner Prize. Nascono successivamente l'interesse per i medicinali e opere come Lullaby Spring (2002), un mobile contenente 6.136 piccole sculture di pillole manufatte e dipinte. Una delle sue tante provocazioni è costituita da un cranio di platino tempestato da 8.601 diamanti (2008).