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Hohenstaufen

dinastia di Svevia. Prende il nome dal castello costruito nel 1070 nel Giura Svevo . Capostipite fu il cavaliere Federico di Büren (m. ca.1094). Il figlio Federico I (ca. 1050-1105) ottenne dal suocero, l'imperatore Enrico IV, il Ducato di Svevia (1079). Il figlio minore, Corrado III (1093-1152), poté ascendere al trono di Germania nel 1138; il figlio maggiore, Federico II il Guercio (ca. 1090-1147), imparentato con i Guelfi di Baviera, operò in favore del proprio figlio Federico I detto il Barbarossa (1122?-1190) che cinse la corona di Germania (1152) e la corona imperiale (1155). Con il Barbarossa e la sua politica italiana la potenza degli Hohenstaufen si dispiegò anche a sud. Suo figlio Enrico VI (1165-1197), poi, con il matrimonio con Costanza d'Altavilla, assicurò alla casata l'Italia meridionale e la Sicilia. Nel Ducato di Svevia si avvicendarono al potere Federico IV (1144-1167), figlio di Corrado III, che non lasciò eredi, e Federico V (1164-1191), figlio del Barbarossa. Sul trono di Germania si succedettero i figli e i nipoti del Barbarossa: Enrico VI (1165-1197), Filippo (1178-1208), Federico II (1194-1250). La decadenza della famiglia cominciò sotto Filippo che dovette difendersi da Ottone IV (1182-1218), l'antiré guelfo. A causa del rafforzamento del potere dei principi e del crollo del dominio degli Hohenstaufen nell'Italia settentrionale e centrale, neppure lo splendido governo dell'imperatore Federico II poté arrestare il processo di decadenza. Gli Hohenstaufen diedero la propria impronta a un'epoca, sotto il profilo sia politico, sia culturale e spirituale. L'influenza della civiltà cavalleresco-cortese si fece sentire a lungo nella storia e nella cultura della Germania. A Federico II succedette il figlio Corrado IV (1228-1254), mentre il figlio illegittimo Manfredi (1232-1266) salì sul trono di Sicilia (1257) e morì in battaglia a Benevento (1266) contro Carlo d'Angiò. L'ultimo rampollo legittimo degli Hohenstaufen, Corradino (1252-1268), figlio di Corrado IV, fu decapitato a Napoli nel 1268 dopo la sconfitta di Tagliacozzo. A lui sopravvissero Enzo (1220?-1272), bastardo dell'imperatore Federico II, catturato dai Bolognesi nel 1249, che morì in prigionia nel 1272; tre figli di Manfredi, che perirono in prigionia degli Angioini, dopo decenni di reclusione; Costanza (1247-1302), essa pure figlia di Manfredi, la quale ereditò i diritti sulla Sicilia, che furono fatti valere dal marito Pietro III d'Aragona dopo i Vespri siciliani (1282). Da Federico (1225-ca. 1256) principe d'Antiochia, bastardo dell'imperatore Federico II, discesero i conti di Anticoli, estinti nel 1381. Per via femminile discesero dagli Hohenstaufen le case di Castiglia, dei Wettin e del Brabante.