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Holiday, Billie

nome d'arte della cantante jazz statunitense Eleanora Fagan (Baltimora 1915-New York 1959). Di umili origini, prostituta bambina, divenne cantante per caso. Apparve (1933) nel film di Duke EllingtonSymphony in Black, e incise i primi dischi di valore col pianista Teddy Wilson (1935). Fu poi con l'orchestra di Count Basie e con quella, bianca, di A. Shaw, ma dovette fuggirne per le continue discriminazioni fuori scena. Incise molto, e coi più grandi jazzisti; il tragico Strange Fruit (1944) suscitò scandalo per l'argomento (un linciaggio) e fu vietato in alcuni Paesi. Recitò nel film New Orleans (1946) con L. Armstrong. Dal 1947 la droga ne distrusse l'esistenza: la voce divenne più raschiante, e il suo canto più amaro e artificioso. Scrisse un'autobiografia, La Signora canta i blues (1956), da cui fu tratto un film con Diana Ross (1973). Personaggio tragico e leggendario, la Holiday rappresenta un ideale di immediatezza espressiva: la sua voce era limitata, ma cantava con spontaneo, totale abbandono. Sapeva prendere una melodia volgare e sintetizzarla all'osso, fraseggiando con l'asciuttezza antiretorica di un sassofonista e sapeva donare credibilità ai testi più banali. Tra le sue incisioni: My Man, Miss Brown to You, He Ain't Got Rhythm, Fine and Mellow, Ghost of Yesterday, Some Other Spring.

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