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Hooke, Robert

scienziato inglese (Freshwater, isola di Wight, 1635-Londra 1703). Assistente di T. Willis poi di R. Boyle, al quale diede un contributo decisivo per la costruzione della macchina pneumatica, alla fondazione della Royal Society (1662) fu nominato curatore degli esperimenti e nel 1677 segretario, carica che mantenne fino al 1682. Svolse anche attività di architetto; dopo il grande incendio del 1666 collaborò con Wren e J. Oliver alla ricostruzione di Londra; progettò inoltre l'ospedale di Bethlehem (1674-76) e la Montagu House, ispirata alla tipologia degli hôtels parigini. La sua attività scientifica, strettamente connessa con quella pratica svolta presso la Royal Society, fu vasta e dispersiva per cui sovente mancò di rigore; celebre è rimasta la sua polemica con I. Newton sulla priorità della scoperta della gravitazione universale. Nel 1665 pubblicò Micrographia, la sua opera più nota, nella quale descrisse le osservazioni effettuate con un tipo di microscopio composto da lui ideato, nonché i risultati delle sue esperienze sulla combustione e i suoi interessanti studi sui colori delle lamine sottili. Osservò il fenomeno della diffrazione della luce e avanzò la teoria secondo cui la luce è dovuta a un moto vibratorio di particelle che dà luogo a onde sferiche che si propagano nel mezzo omogeneo ortogonalmente ai raggi luminosi. Effettuò molte osservazioni astronomiche e nel 1674 ipotizzò che i pianeti si muovessero con moto rettilineo uniforme e che la loro traiettoria ellittica fosse dovuta a una forza centrale dipendente dalla distanza. Più tardi intuì la giusta dipendenza della forza dall'inverso del quadrato della distanza, ma non ne seppe trarre le conclusioni, come fece Newton. Nel 1678 enunciò la legge di proporzionalità tra deformazioni elastiche e sforzi (legge di Hooke). Fu inoltre uno degli ideatori, con C. Huygens, del bilanciere a molla, meccanismo che modificò sostanzialmente la fabbricazione degli orologi da tasca.

Legge di Hooke

La legge di Hooke è enunciata nella forma: “Gli spostamenti dei singoli punti di un corpo elastico, prodotti da forze a esso applicate, sono proporzionali alle intensità delle forze stesse”. Questa legge, con il suo assunto Ut (ex-)tensio sic vis, enuncia la dipendenza lineare delle deformazioni dalle forze e la loro proporzionalità (è detta infatti anche legge di proporzionalità). Essa costituisce una delle ipotesi fondamentali della teoria dell'elasticità, anche se la si può considerare valida, con sufficiente approssimazione, solo per alcuni corpi ed entro certi limiti.

Bibliografia

M. Espinasse, Robert Hooke, Londra, 1956; M. Rosenthal, Robert Hooke Phisicist, New York, 1986.