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Horov, Pavol

pseudonimo del poeta slovacco Pavol Horovčák (Bánovce, Ondavou, 1914-Bratislava 1975). Nelle prime raccolte di versi surrealisti, Acque basse traditrici (1941) e Niobe, madre nostra (1942), protesta contro le crudeltà belliche, mentre I ritorni (1944) e Defilé (1947) riflettono i cambiamenti sociali in corso allora in Slovacchia. Alle raccolte di poesia socialista Il mio mezzogiorno (1952) e Il sole sopra noi (1954) seguirono versi più meditativi e personali, raccolti in L'alto cielo d'estate (1960), La ballata del sogno (1960), I vascelli da Genova (1966), Un fiume sotterraneo (1972).

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