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Hundertwasser, Fritz

pseudonimo del pittore e architetto austriaco Friedrich Stowasser (Vienna 1928-in viaggio dalla Nuova Zelanda 2000). Con Arik Brauer ed Ernst Fuchs, Hundertwasser è stato tra gli artisti austriaci più rilevanti del secondo dopoguerra. Caratterizzata dall'uso forte e assai vario del colore (per esempio Irinaland über dem Balkan, 1969), la sua pittura, che risente delle influenze di E. Schiele, di G. Klimt, dello Jugendstil e anche di P. Klee, è ricca di invenzioni fantastiche e si propone come un recupero delle componenti psichiche della decorazione liberty, citate ambiguamente in complesse strutture decorative, basate sullo schema del labirinto (Strassenbahnen von Wien, München und Stuttgart, 1953). Particolarmente prolifico sul piano della ricerca teorica, Hundertwasser ha propugnato il “transautomatismo” (creazioni di immagini corrispondenti ai diversi stadi dell'inconscio, 1954-57). In seguito, rendendo pubblico il suo Verschimmelungsmanifest (1958), contro il razionalismo nell'architettura, per ribadire il principio del recycling, ha “ridipinto” un'opera di A. Rainer con il suo L'Arnal-Contretemps I. Dal 1960 Hundertwasser si è occupato di modelli di architettura ecologica (le case a collina), di ristrutturazioni, rifacimenti, decorazione di edifici privati e pubblici (edificio a Bad Fischau, Kunsthaus a Vienna, chiesa a Bärnbach, Heizbetriebe a Vienna). Simbolo di tale attività è la Hundertwasser-Haus a Vienna, casa “organicamente in movimento” dell'epoca postindustriale: in questo edificio (che ricorda il tetto della casa Batlló, 1904, di A. Gaudí) vige quel “diritto della finestra”, teorizzato nel 1972 da Hundertwasser, che dà all'inquilino la libertà di modificare tutto lo spazio della facciata che può raggiungere col proprio braccio affacciandosi alla finestra.

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