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Iònio, mar-

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Generalità

Settore del mar Mediterraneo delimitato dalle coste della penisola italiana e della Siciliaorientale a N e a W, e da quelle dell'Albania e della Grecia a E. Comunica con il mar Tirreno attraverso lo stretto di Messina e con il mar Adriatico tramite il canale d'Otranto.

Geografia fisica

Il mar Ionio è il bacino più profondo del Mediterraneo, raggiungendo in più punti profondità superiori ai 4000 m; quella massima (5020 m) è stata rilevata presso capo Matapás (capo Matapán). Nella parte orientale del mar Ionio, di fronte alla costa greca, sono situate alcune isole – Kérkyra (Corfù), Leukás (Leucade o Santa Maura), Ithákē (Itaca), Kefallenía (Cefalonia), Zákynthos (Zante) – che, con altre minori, sono denominate Isole Ionie. Le acque del mar Ionio formano, lungo le coste italiane, i golfi di Taranto, Squillace e Catania, e lungo quelle greche i golfi di Kórinthos (Corinto), Patraïkós (di Patrasso) e Amvrakikós (di Arta). Nel mar Ionio, percorso in senso antiorario da una corrente proveniente dal mar Egeo, sfociano alcuni corsi d'acqua perlopiù a regime torrentizio, tra cui i fiumi italiani Bradano, Basento, Agri, Sinni, Neto e i fiumi greci Achelóos (Aspropotamo), Aráchthos e Thýamis.

Economia

Da un punto di vista antropico ed economico il bacino dello Ionio, pur situato al centro del Mediterraneo, ha sofferto – dopo i fasti della colonizzazione greca e romana – un lunghissimo periodo di sottosviluppo e rappresenta ancora una delle parti più deboli dell'Europa meridionale. A partire dalla seconda metà del sec. XX, la politica meridionalistica italiana vi ha promosso la localizzazione di poli industriali per la siderurgia (Taranto) e la petrolchimica (Augusta), favorita proprio dalla centralità rispetto alle rotte di navigazione e, quindi, dalla maggiore economicità degli approvvigionamenti. Gli effetti indotti, tuttavia, sono apparsi ben presto limitati a brevi tratti del perimetro costiero e a retroterra assai poco estesi. Le stesse aree urbane (Bari, Catania) hanno avuto uno sviluppo prevalentemente terziario, avulso dalla vicina grande industria. Lungo il litorale greco, un positivo dinamismo ha fatto registrare – sia pure in termini più contenuti – l'area di Pátrai (Patrasso). Notevole è stato l'incremento dei flussi turistici, specie dagli anni Settanta, alla base anche di un intenso movimento di passeggeri sulle linee di navigazione da Bari e Brindisi soprattutto verso le Isole Ionie e Pátrai. Fra le più note località balneari italiane si ricordano Otranto, Santa Maria di Leuca e Gallipoli (Puglia), Metaponto (Basilicata), Isola di Capo Rizzuto (Calabria) e Taormina (Sicilia). Presso la costa del Pelopónnēsos (Peloponneso) si segnala, invece, il grande centro archeologico di Olympía (Olimpia). All'inizio degli anni Novanta la crisi del regime comunista albanese, mentre ha aperto nuove prospettive di integrazione regionale per l'intero bacino, ha tuttavia determinato forti tensioni migratorie da quel Paese verso l'Italia, non prive di ripercussioni sociali e politiche.