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Ibert, Jacques

compositore francese (Parigi 1890-1962). Studiò con P. Vidal e A. Gédalge al Conservatorio di Parigi, vinse nel 1919 il Prix de Rome, visse a lungo in Italia, soggiornò in Spagna, Algeria e America e occupò varie cariche in organismi musicali francesi. Fu personalità di rilievo della musica francese nella prima metà del Novecento e come compositore seguì un indirizzo stilistico sensibile sia ai colori impressionistici, sia al gusto formale del neoclassicismo. La parte migliore della sua produzione è quella libera da gravi impegni formali e incline al “divertimento”: la farsa Angelique (1926), i pezzi sinfonici Escales (1922), Divertissement (1928) e il Concertino da camera per sassofono e orchestra (1936). Scrisse inoltre musiche teatrali, balletti (di cui Il circo fu usato da G. Kelly per il film Trittico d'amore, 1956), pezzi orchestrali e da camera e colonne sonore per molti film, fra cui Don Chisciotte (1933) di Pabst, Il fu Mattia Pascal (1937) di Chenal, Il carro fantasma (1939) di Duvivier e il Macbeth (1948) di O. Welles.

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