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Ibrăileanu, Garabet

critico letterario romeno (Tîrgu Frumos 1871-Bucarest 1936). Socialista (passato ai liberali nel 1895), orientatosi verso il populismo, nel 1906 fondò la rivista Viata Românească (La vita romena), che diresse fino al 1933 e sulla quale apparvero quasi tutti i suoi saggi. Incaricato di letteratura romena moderna a Iasi, ebbe la cattedra nel 1912. Nel 1909, Ibrăileanu pubblicò Lo spirito critico nella letteratura romena, in cui analizzava il processo critico attraverso il quale la Moldavia, nel corso dei secoli, ha selezionato e assimilato i valori occidentali. Il rapporto tra artista e ambiente e la necessità di una critica scientifica costituiscono i principi informatori del saggio La letteratura e la società, prefazione all'Opera letteraria di Vlahută (1912). Aderendo alla teoria dello “specifico nazionale” (1922-25), Ibrăileanu sostenne che una letteratura autenticamente nazionale deve ispirarsi al mondo rustico. L'elemento più caratteristico della civiltà romena resta però per lui non un'astratta rusticità arcaica, ma il villaggio in continua e vivace evoluzione. Sensibile ai valori estetici, che non ha mai sacrificato agli interessi sociali, ha lasciato sottili analisi dei maggiori scrittori romeni, in volumi come Scrittori romeni e stranieri (1926) o Studi letterari (1930). Con Adela (1933), Ibrăileanu ha dato un romanzo di analisi psicologica, che rivela doti di penetrante osservazione.

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