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Ideologìa e utopìa

opera di Karl Mannheim pubblicata in edizione originale nel 1929 con il titolo Ideologie und Utopie e in traduzione italiana nel 1957. È l'opera che segna la maturità del pensiero del sociologo tedesco, considerato uno dei fondatori della sociologia della conoscenza. Per Mannheim l'attività conoscitiva dell'uomo è orientata dai valori, dalle ideologie del gruppo sociale cui appartiene. I valori, le idee sono quindi molteplici e in generale si qualificano in funzione dell'esperienza diretta che l'individuo fa della società in cui vive. Questo non vuol dire che ogni conoscenza è relativa e che quindi per le scienze umane non esiste la possibilità di una verità oggettiva. In ogni società, afferma Mannheim, ci sono individui, gli “intellettuali”, che possono più di altri liberarsi dai legami con il proprio gruppo sociale e, spezzando il cerchio delle ideologie parziali, arrivare a una sintesi dinamica di tutti gli aspetti della verità frammentati nelle varie prospettive di pensiero. Questa prospettiva totale, la sola a rendere possibile un intervento politico razionale, è definita da Mannheim “utopia”, in quanto proviene dal passato, trascende il presente e progetta la società futura.

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