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Iglèsias

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capoluogo della provincia di Carbonia-Iglesias, 200 m s.m., 207,63 km², 27.682 ab. secondo una stima del 2007 (iglesienti), patrono: santa Chiara (14 agosto).

Generalità

Cittadina dell'Iglesiente, situata alla sinistra del rio Cixerri, alla convergenza di importanti direttrici di traffico, tra la fertile pianura del Campidano e la costa occidentale della regione; è compresa nel Parco Geominerario della Sardegna. È sede vescovile.

Storia

Le risorse metallifere dell'entroterra di Iglesias furono sfruttate fin dall'antichità e in particolare nel periodo della dominazione romana, ma le prime notizie dell'abitato, noto col nome di Villa Ecclesiae, risalgono alla fine del sec. XIII quando il Sigerro, la sesta parte del Regno di Cagliari, in seguito alla divisione del giudicato (1258) passò a Ugolino della Gherardesca, conte di Donoratico. Sotto il suo governo la città fu amministrata sul modello di un comune toscano e crebbe rapidamente; ma nel 1288 il conte, coinvolto nelle lotte fra guelfi e ghibellini, venne condannato, imprigionato e lasciato morire (come ricorda Dante in un celebre episodio dell'Inferno, XXXII-XXXIII). Nel 1302 Pisa s'impadronì della città, portando a termine l'opera di fortificazione iniziata da Ugolino, e fissò nel cosiddetto “Breve di Villa Chiesa” la legislazione che regolava la vita cittadina e l'attività mineraria. Sottoposta ad assedio nel giugno 1323, la città si arrese alle truppe di Alfonso d'Aragona nel febbraio 1324. Seguì un lungo periodo di turbolenza, che segnò la decadenza della fiorente attività estrattiva. Passata nel 1409 alla casa d'Aragona, si ribellò ai Carroz, conti di Quirra e nuovi feudatari (1436), riscattandosi nel 1450. Elevata in seguito al rango di città reale, sotto il dominio spagnolo continuò a declinare. Colpita da epidemie e sottoposta alle incursioni saracene, si riprese solo nella seconda metà dell'Ottocento, quando la richiesta di prodotti metalliferi da parte della nascente industria italiana e la promulgazione di una nuova legislazione mineraria (1859) diedero inizio a un periodo di sviluppo terminato, nella seconda metà del Novecento, con la crisi del settore.

Arte

L'intrico di vie strette e sinuose del centro storico, che rivela ancora l'impianto medievale, si raccoglie attorno alla piazza del Municipio, sulla quale prospetta la cattedrale di Santa Chiara (fine sec. XIII), che conserva della struttura originaria la facciata divisa in due ordini, la parte inferiore del campanile e opere murarie lungo i fianchi dell'edificio; l'interno fu completamente rifatto in forme gotico-aragonesi nel sec. XVI. La chiesa della Madonna di Valverde, quella di San Francesco (con facciata a capanna in trachite rosa) e il santuario della Madonna delle Grazie furono edificati nel sec. XIII e poi ristrutturati in stile gotico-aragonese nei sec. XV-XVI. Sul colle Altai sorgono i ruderi del castello di Salvaterra, di struttura pisana, del sec. XIV.Nel Museo dell'Arte Mineraria, che raccoglie documentazioni relative al lavoro minerario di Iglesias e della Sardegna, è allestita una galleria mineraria visitabile. Il Museo Mineralogico Sardo ospita collezioni di minerali, fossili, modellini in legno e ferro che riproducono il sistema di estrazione usato nelle miniere e utensili e apparecchiature minerarie.

Economia

Nell'economia cittadina prevalgono le funzioni amministrative, le attività commerciali e i servizi. L'industria opera nei settori meccanico, alimentare, dell'arredamento, degli imballaggi e della lavorazione del vetro e dei metalli. Rilevante è l'artigianato dell'argento e del ferro battuto. L'agricoltura, assai fiorente, produce cereali e ortaggi, ed è affiancata dal florovivaismo e dalla raccolta del sughero; è praticato l'allevamento ovino, caprino e bovino. Sulle vicine coste è molto sviluppato il turismo balneare, favorito da buone strutture ricettive; l'area montana è meta di turismo escursionistico.

Curiosità e dintorni

Il 15 agosto si svolge la Sfilata dei Candelieri (enormi ceri riccamente addobbati), la cui tradizione risale al periodo della dominazione pisana. Vi sono state girate alcune scene del film Ancient Warriors (2001) di Walter von Huen.Nei dintorni sorgono gli impianti abbandonati delle miniere (piombo e zinco) di San Giovanni e Monteponi. Quest'ultima fu una delle maggiori miniere piombo-argentifere d'Italia durante l'Ottocento e nei primi decenni del Novecento; alla sua attività è legata la costruzione di una ferrovia privata per il trasporto dei minerali all'imbarco di Portovesme (ora frazione del comune di Portoscuso), un'insenatura davanti all'isola di San Pietro che prende il nome dal Presidente della società mineraria Carlo Baudi di Vesme.

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