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Inghiltèrra

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(England). Paese costituente (Constituent Country) del Regno Unito in Gran Bretagna, 130.279 km², 53.865.817 ab. (stima 2013), 413 ab./km², capitale: Londra. Confini: Mare del Nord (E), canale della Manica (S), oceano Atlantico e Mar d'Irlanda (W), Galles (W), Scozia (N).

Generalità

La regione amministrativa coincide con quella storica, egemone in Gran Bretagna, sia per estensione territoriale sia per importanza economica e politica. La suddivisione amministrativa è alquanto complessa: dal 1974 al 2005 è stata radicalmente modificata la precedente organizzazione delle contee. Il Paese (Country) è ripartito in 47 autorità unitarie (Unitary Authority), 7 contee metropolitane (Metropolitan County: Grande Londra, Grande Manchester, Merseyside, South Yorkshire, Tyne and Wear, West Midlands, West Yorkshire) e 34 contee non metropolitane (Non-metropolitan County o Shire-County). Ognuna di queste entità territoriali ha pari dignità amministrativa; esistono poi ulteriori sottodivisioni territoriali all'interno delle contee metropolitane e non metropolitane. Nel 1994, sono state create 9 regioni (Regions: North East, North West, West Midlands, East Midlands, South West, South East, London, Yorkshire and The Humber, East of England) con limitati poteri, raggruppanti autorità unitarie, contee metropolitane e non metropolitane.

Territorio

Il territorio è costituito da una serie di rilievi per lo più collinari, interrotti da modeste pianure, tranne che nei settori orientale e sudorientale, dove le regioni pianeggianti hanno una maggiore estensione; i principali rilievi sono i monti del Cumberland, i monti Pennini, le alture di Cornovaglia e i gruppi isolati delle Cotswold Hills e delle Chiltern Hills e dei North e South Downs. I fiumi, quasi tutti brevi ma molto ricchi di acqua, sono quasi sempre navigabili, per cui costituiscono ottime vie di trasporto: i maggiori sono il Tamigi, l'Ouse e il Nene, tributari del Wash; il Trent e l'Ouse, che formano l'Humber; il Tees e il Tyne, tributari del Mare del Nord; il Severn e la Mersey, che sfociano rispettivamente nel canale di Bristol e nel Mar d'Irlanda. Le coste, molto articolate, sono caratterizzate da profonde insenature (Solway Firth, baie di Morecambe, di Liverpool e di Cardigan, canale di Bristol, estuari del Tamigi e del Humber, Wash) e vaste penisole, quali quelle del Cumberland, della Cornovaglia, del Kent, ecc.; all'Inghilterra appartengono anche alcune isole, di cui le maggiori sono quella di Wight e le Scilly. Il clima è temperato marittimo, risente dell'influsso dei venti atlantici occidentali che determinano, specialmente sulla sezione occidentale, cospicue precipitazioni uniformemente distribuite sul territorio; l'azione mitigatrice della calda Corrente del Golfo provoca in inverno un contrasto termico con i freddi venti polari che può generare nebbie e quindi smog nelle aree a più elevata concentrazione industriale. Il territorio è protetto da otto parchi nazionali: il Peak District (1951), nell'Inghilterra centrale, il Lake District (1951), nella sezione nordoccidentale, il Dartmoor (1951), nell'Inghilterra sudoccidentale, il North York Moors (1952), nell'Inghilterra nordorientale, lo Yorkshire Dales (1954), nella sezione settentrionale, l'Exmoor (1954), nell'Inghilterra sudoccidentale; il Northumberland (1956) al confine con la Scozia, il Broads (1989) nell'Inghilterra orientale. Le emergenze ambientali più gravi sono causate dallo sfruttamento intensivo di petrolio e metano nel Mare del Nord e dallo smaltimento dei residui radioattivi delle centrali termoelettriche, che hanno provocato inquinamenti nelle acque. La popolazione è concentrata prevalentemente nei bacini industriali e portuali: Birmingham, Leeds, Liverpool, Manchester e soprattutto Londra, metropoli europea primaziale; in particolar modo il settore sudorientale dell'Inghilterra ha attirato flussi migratori dal dopoguerra sino alla metà degli anni Settanta; agli inizi del XXI secolo nell'Inghilterra sudorientale si concentra oltre il 34% della popolazione del Regno Unito, se si comprendono le Midlands si raggiunge il 58% in meno di un terzo della superficie nazionale. Nel tentativo di riequilibrare i pesi demografici il governo ha disposto la costruzione delle new towns, città periferiche rispetto ai maggiori centri industriali. Queste new towns hanno conosciuto elevati ritmi di crescita demografica causata da flussi migratori in uscita dalle grandi città, dando il via a un fenomeno di controurbanizzazione che ha caratterizzato in seguito tutte le aree urbane dell'Europa occidentale. Nella sezione settentrionale i centri urbani di Sheffield, Manchester, Liverpool, Newcastle-upon-Tyne, Birmingham e Leeds sono le metropoli regionali della prima industrializzazione che all'inizio del sec. XXI attraversano una fase di ristrutturazione verso l'economia post-industriale. Nelle altre sezioni del territorio inglese la rete urbana è più rarefatta, nella parte occidentale le città di Plymouth e Exeter svolgono il ruolo di centri sub-regionali di servizi. Altre città importanti sono: Bristol, Coventry, Darlington, Derby, Dover, Kingston-upon-Hull, Leicester, Nottingham, Portsmouth, York, Canterbury, Oxford. Le vie di comunicazione sono molto sviluppate: Londra, con i suoi quattro aeroporti (Gatwick, Heathrow, Luton e Stansed) è il primo scalo aeroportuale europeo per movimento passeggeri; dispone di 11 stazioni ferroviarie collegate alle linee metropolitane e dispone di un collegamento ferroviario veloce con Parigi attraverso l'Eurotunnel. § Per la storia, la letteratura, l'arte, ecc., vedi Gran Bretagna.

Economia

L'Inghilterra, che basava un tempo la sua economia sull'agricoltura e sull'allevamento del bestiame, è diventata, grazie alle ricchezze minerarie, soprattutto carbonifere, una delle regioni europee più industrializzate: predominano i settori metalmeccanico, cantieristico, tessile, chimico e petrolchimico.