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Inni omèrici

gruppo di componimenti poetici attribuiti dalla tradizione a Omero, ma composti da vari poeti tra il sec. VIII e il VI a. C. Si tratta di 33 composizioni (34 per chi divide in due quello ad Apollo), di estensione variante da parecchie centinaia a pochi versi, dedicate a varie divinità, di cui cantano i miti e le lodi. Vario anche il valore, perché i più brevi conservano la rigidità e l'essenzialità degli inni sacri primitivi, mentre nei maggiori si ampliano i racconti, con grande vivacità e bellezza poetiche. Fra questi ultimi eccellono l'inno a Ermete, che canta con tono fiabesco e umoristico la fanciullezza del dio della musica e dell'astuzia; quello a Demetra, dai toni profondamente religiosi, con la celebrazione del ratto di Persefone, pianta e poi ritrovata dalla madre; e quello (o quelli) ad Apollo. Gli Inni omerici, privi di elementi lirici, si riducono piuttosto a racconti, quali potevano essere recitati dai rapsodi all'inizio di festività pubbliche. L'ispirazione è dunque senz'altro quella epica e lo stile quello omerico (oggettività della narrazione, formule, vocabolario, dialetto). Di qui la credenza quasi concorde nell'antichità che fossero di Omero; l'accenno dell'autore dell'inno ad Apollo alla sua patria Chio e alla propria cecità fu anzi l'origine della tradizione di Omero cieco e della sua nascita a Chio.

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