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Invenzióne del presènte, L'-

opera di Alberto Melucci pubblicata nel 1982 con il titolo completo: L’invenzione del presente. Movimenti, identità, bisogni individuali. Con un percorso lucido e preciso, il sociologo italiano prematuramente scomparso parte dalla lettura dei movimenti degli anni Ottanta (e in particolare di quelli italiani) per scoprire i segni di una progettualità nuova, di nuove richieste di trasformazione sociale. I movimenti, dice Melucci, sono un segno di ciò che sta nascendo: dicono che la società non si riduce al consenso e indicano una trasformazione profonda nella logica e nei meccanismi che guidano la società. Per questo è importante studiarli, per individuare germi di cambiamento e nuove aspettative. Analizzando il caso italiano anche nei suoi aspetti di conflitto e di crisi (il terrorismo, il neomisticismo, la droga, il suicidio), il libro giunge al nodo cruciale attorno al quale conflitti e richieste si coagulano: la lotta per l'identità, per la riappropriazione del senso dell'agire. La conclusione di Melucci è che solo una società aperta, capace di raccogliere la spinta dei movimenti attraverso un adeguato sistema di rappresentanza, può mantenere la ricchezza della complessità sociale, unica vera condizione per l'“invenzione del presente”.

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