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Irsina

comune in provincia di Matera (56 km), 548 m s.m., 262,21 km², 5732 ab. (irsinesi), patrono: sant’ Eufemia (16 settembre).

Centro situato alla sinistra del fiume Bradano. Di antichissima origine, fu un importante nucleo fortificato bizantino. Il nome attuale deriva da Irsus o Irtium, un centro distrutto dai Saraceni nel 988. Nel sec. XI fece parte del sistema difensivo di Salerno contro i Bizantini; fu poi conquistato dai Normanni e incorporato nella Contea di Montescaglioso. Appartenne agli Angioini, quindi ai Del Balzo (1347) e ai Grimaldi (1586); fu sede vescovile dal sec. XV al sec. XIX. Si chiamò Montepeloso fino al 1895.§ La chiesa dell'ex convento di San Francesco (sec. XVI) ha facciata settecentesca e nella cripta (sec. XI - XII) affreschi trecenteschi. La cattedrale dell'Assunta (sec. XIII, rifatta nel Settecento, restaurata nel 1967) conserva dell'antica fabbrica duecentesca il campanile; la facciata ha un portale rinascimentale e l'interno a tre navate custodisce tele di scuola napoletana dei sec. XVI e XVII. Secenteschi sono palazzo Ianora (che ospita l'omonimo museo preistorico e archeologico) e la chiesa del Purgatorio, che conserva un altare policromo. Sussistono lunghi tratti dell'antica cinta muraria.§ L'agricoltura produce uva da vino (aglianico di Matera), agrumi, ortaggi, frutta, grano duro, foraggi, olive. L'industria opera nei settori meccanico, dell'abbigliamento e del mobile. È diffuso l'allevamento bovino. Turismo escursionistico al monte Irsi.§ Vi nacque lo statista Tommaso Morlino (1925-1983).

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