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Isèrnia (città)

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capoluogo della provincia omonima, 423 m s.m., 68,74 km², 21.773 ab. secondo una stima del 2007 (isernini), patrono: san Pietro Celestino (19 maggio) e san Nicandro (17 giugno).

Generalità

Città del Molise situata su uno sperone di travertino tra i fiumi Carpino e Sordo, la cui confluenza forma il fiume Cavaliere, affluente del Volturno. L'abitato si estende da NE a SW ed è attraversato, nella parte antica, da una via rettilinea, corrispondente al cardo massimo della città romana, con brevi strade trasversali disposte a pettine. Distrutta quasi completamente dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale, si ampliò in seguito, soprattutto dopo l'istituzione della provincia (1970), con nuovi quartieri verso NE. Nel 1979, in località La Pineta, è stato scoperto il giacimento paleolitico più importante d'Europa, in cui è documentata la presenza dell'Homo erectus. È sede vescovile.

Storia

Importante centro sannitico (Aesernia), citato da Livio, fu colonia romana dal 263 a. C. Eretta a capitale della confederazione italica dopo la caduta di Corfinio durante le guerre sociali (91-88 a. C.), fu ridotta in macerie da Silla (84 a. C.). Fu poi municipio romano e dalla fine dell'impero conobbe un lungo periodo di declino, segnato dalle scorrerie barbariche e saracene (sec. IX). Durante la dominazione longobarda fece parte del Ducato di Benevento. Passò poi, sotto le dominazioni normanna, angioina, aragonese, a diversi signori, tra i quali, ultimi, i D'Avalos, marchesi di Pescara e Vasto, cui si ribellò nel 1647. Nel settembre 1943 subì un devastante bombardamento alleato. Nel corso della sua vicenda Isernia è stata colpita da molti violenti terremoti, l'ultimo dei quali nel 1980.

Arte

La cattedrale di San Pietro fu rifatta in forme neoclassiche nel 1837, al posto di quella distrutta dal terremoto del 1805, eretta sui resti di un tempio italico (sec. III a. C.); conserva una tavola del Quattrocento (Madonna Via Lucis), portata nel sec. XVI da profughi provenienti da Rodi. È affiancata da un massiccio campanile, costruito su un androne ad archi ogivali, ai cui angoli sono quattro statue di epoca romana. La Fontana della Fraterna (sec. XIV), elegante costruzione a forma di loggia a sei arcate, include resti romani. Nella chiesa di San Francesco, che conserva il bel portale duecentesco, è la cappella di Sant'Antonio, che custodisce una statua in legno del sec. XIV (Madonna col Bambino) e un crocifisso ligneo dipinto (sec. XV). Nell'ex convento benedettino di Santa Maria Assunta è il Museo Archeologico Santa Maria delle Monache, con reperti di età sannitica e romana e la mostra permanente dei reperti provenienti dall'area archeologica di Isernia-La Pineta.

Economia

La città, al centro di un'area montana di spiccato valore naturalistico e ambientale, svolge funzioni prevalentemente amministrative e commerciali. Vi hanno un ruolo importante l'agricoltura (cereali, olive, uva, ortaggi e frutta) e le attività silvo-pastorali (allevamento ovino e bovino, sfruttamento dei boschi). L'industria è presente nei settori alimentare, meccanico, calzaturiero, dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione. Completano il quadro economico le tradizionali lavorazioni artigianali (merletti al tombolo e ceramiche artistiche) e il turismo.

Curiosità e dintorni

La città ospita una secolare e rinomata Fiera delle Cipolle (28-29 giugno, in occasione della Festa dei Santi Pietro e Paolo). Vi nacquero il giureconsulto Andrea d'Isernia (1220-1316) e il politico Roberto Farinacci (1892-1945), importante esponente del regime fascista. Nei dintorni, sulla collina che domina il fiume Carpino, è il santuario dei Santi Cosma e Damiano (sec. XII, ma rimaneggiato nei sec. XVI e XVII), meta di pellegrinaggi.