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Ivan III

Vasilevič, zar di Mosca, detto il Grande (Mosca 1440-1505). Figlio di Basilio II, salì al trono nel 1462 e iniziò subito l'ambizioso programma di fare di Mosca il centro di un nuovo e potente Stato russo. Nel 1463 annetté Jaroslav e nel 1471 attaccò Novgorod, che sottomise definitivamente nel 1478. Alleatosi al khān di Crimea, respinse nel 1480 le truppe di Achmat, khān dell'Orda d'oro, ottenendo così un successo decisivo che gli permise, nel giro di 22 anni, di cacciare definitivamente l'Orda. In attesa di muovere guerra agli altri potenti vicini occupò nel 1485 Tver e quattro anni dopo la Repubblica di Vjatka. Nuovamente alleatosi col khān di Crimea Mengli Girej, sconfisse la Lituania (1492-95) dopo aver impedito, grazie alla contemporanea mobilitazione dei Cavalieri teutonici al confine polacco, che la Polonia, formalmente unita alla Lituania, potesse portarle aiuto. In cambio di quest'ultima vittoria ottenne concessioni territoriali e il riconoscimento da parte dei regnanti lituani della propria dignità di “zar di tutta la Russia”. Rafforzatosi ulteriormente con una rete di alleanze abilmente tessuta, attaccò ancora la Lituania (1501-03) strappando a essa altri territori. Sovrano estremamente abile, rafforzò il proprio Stato non solo con le conquiste territoriali, ma operò in ogni campo per concretizzare quel mito di “Mosca terza Roma” (dopo Roma e Costantinopoli) di cui, soprattutto dopo che ebbe sposato (1472) la nipote dell'ultimo imperatore bizantino, fu convinto assertore.

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