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Jaurès, Jean

uomo politico e storico francese (Castres, Tarn, 1859-Parigi 1914). Assistente di filosofia all'Università di Tolosa (1881), deputato per il Tarn (1885-89) si schierò con i radicali. Impegnatosi poi nel giornalismo, si avvicinò ai socialisti e pubblicò articoli su La Depêche de Toulouse e La Petite République. Tornato alla politica attiva e rieletto per il Partito socialista (1893), fu sconfitto alle elezioni del 1898 per essersi schierato a favore di Dreyfus e aver denunciato gli intrighi clericali e militaristi di cui questi era vittima. Si occupò poi dell'organizzazione del movimento socialista riformista e fondò il Partito socialista francese. Rieletto dal 1902, dopo il Congresso internazionale di Amsterdam (1904) lavorò attivamente per l'unificazione dei gruppi socialisti francesi, soprattutto dalle colonne di L'Humanité da lui fondato (1904), e nel 1905 contribuì a fondare la SFIO (Section Française de l'Internationale Ouvrière). Pacifista e antimilitarista, fu violentemente attaccato dai nazionalisti e finì assassinato da Raoul Villain. Tra i suoi scritti maggiori, oltre alle raccolte di discorsi in parte riuniti in Discours parlamentaires (1904), sono i saggi raccolti in Études socialistes (1901) e la Histoire socialiste 1789-1900 (12 vol.; 1901-08), frutto di una collaborazione con altri autori.

Bibliografia

C. Pinzani, Jean Jaurès, l'Internazionale e la guerra, Bari, 1970; F. Bodin, Essai sur la vie et les ouvrages de Jean Jaurès, Parigi, 1986.

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