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Jugendstil

sm. tedesco (propr. stile della giovinezza). Termine usato per definire la versione tedesca del fenomeno Art Nouveau. Il nome deriva dalla rivista Jugend, fondata a Monaco nel 1896, che fu strumento di diffusione dello stile (specialmente nella grafica) a livello europeo. Lo Jugendstil rappresentò il punto più acuto della tendenza “fitomorfica” del modernismo europeo, con la creazione di stilemi grafici che ebbero enorme diffusione e furono contemporaneamente responsabili del rapido involgarimento del gusto originario. L'influsso dello Jugendstil si estese anche al campo delle arti applicate, con la fondazione delle Vereinigten Werkstätte für Kunst im Handwerk (Laboratori riuniti per l'arte applicata) a Monaco e Dresda (1897-98), cui collaborarono architetti e disegnatori (O. Eckmann, B. Pankok, R. Riemerschmidt, ecc.), e al cui interno la tendenza floreale venne superata a favore di una linea più secca e di un interesse spiccatamente strutturale. Il termine fu applicato poi anche alla letteratura e in particolare a certi elementi dell'opera di Schnitzler, Wedekind, Hofmannsthal, Rilke, George e in genere dei poeti neoromantici di fine secolo.

Bibliografia

Jugend, Catalogo della mostra, Stoccolma, Nationalmuseum, 1954; Jugendstil, Catalogo della mostra, Francoforte, Museum für Kunsthandwerk, 1955; Jugendstil I, II, in “Forum”, XIII, n. 10 e 11, Amsterdam, 1958-59; H. Seling, Jugendstil. Der Weg ins 20. Jahrhundert, Heidelberg, 1959.

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