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K'ang-hsi

titolo di regno dell'imperatore cinese Hsüan-yeh (1654-1722). Eminente figura di sovrano della dinastia manceseCh'ing, salì al trono (1661) sotto la tutela di un consiglio di reggenza, ma già nel 1667 assumeva di persona la guida del governo. Represse inflessibile le rivolte dei feudatari traendone un rafforzamento del potere centrale (1676-78). Sotto il suo regno l'impero cinese raggiunse la massima espansione: nel 1683 fu conquistata Formosa (Taiwan), nel 1691 la Mongoliasettentrionale (Khalkha), dopodiché fu tentata la conquista della Corea e del Tonchino. Inoltre K'ang-hsi pose fine alla penetrazione russa sempre più pressante nella valle dell'Amur, concludendo con gli emissari di Pietro il Grande il Trattato di Nerčinsk (1689), primo trattato stipulato dalla corte cinese con una potenza europea. Con perspicace visione della realtà politica del suo Paese, non disgiunta da un innato senso di tolleranza, riserbò un deferente trattamento al Dalai-lama del Tibet, consapevole dell'ascendente di cui questi godeva sulle popolazioni mongole, e riserbò cordiali accoglienze ai gesuiti (Verbiest, Gerbillon, Pereira), consentendo loro, in considerazione delle nuove cognizioni scientifiche di cui erano portatori, di ascendere ai più elevati incarichi di governo. Tipico sovrano assoluto “illuminato”, a questo suo ruolo si riconnettono numerose iniziative in campo culturale, artistico e scientifico, tra cui una grande enciclopedia e un lessico dei segni (K'ang-hsi tzu-tien).

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