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Kaliningrad (provincia)

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provincia della Russia, 15.100 km², 939.887 ab. (stima 2006), 62 ab./km², capoluogo: Kaliningrad (già Königsberg). Confini: Mar Baltico (NW); Lituania (NE, E), Polonia (S).

Generalità

Completamente separata dal resto del territorio nazionale (exclave), la provincia si estende tra la Lituania e la Polonia su una regione prevalentemente pianeggiante affacciata al Mar Baltico e attraversata dai fiumi Pregolja e Neman (quest'ultimo forma parte del confine con la Lituania). Il territorio comprende anche la metà meridionale della Penisola di Curonia, una lingua sabbiosa lunga 100 km e larga 2, trasformata in Parco Nazionale e inserito dall'UNESCO tra i siti del Patrimonio dell'Umanità. La popolazione è per l'80% urbana, concentrata per circa la metà nel capoluogo; la composizione etnica vede il 78% di russi, l'8% di ucraini e altrettanto di bielorussi. Quasi assenti invece i tedeschi, che fino al 1945 costituivano la stragrande maggioranza. Le risorse economiche proprie dell'oblast’ sono relativamente modeste: agricoltura (cereali, tabacco, ortaggi, barbabietole da zucchero), allevamento, pesca e sfruttamento forestale; alla fine negli anni Novanta del Novecento è iniziata anche una significativa attività di estrazione petrolifera da un giacimento offshore; le industrie (cantieristica, meccanica, chimica e raffinazione) sono ubicate nel capoluogo e nelle città di Sovetsk (già Tilsit), Černjahovsk e Gusev. Dopo il 1996 l'intero territorio è stato dichiarato Zona Economica Speciale, con particolari agevolazioni fiscali e doganali che ne hanno rimesso in moto lo sviluppo dopo una lunga crisi.

Storia

La regione comprende una significativa parte di quella che fu la culla dello Stato germanico, la Prussia. Abitata da una popolazione baltica pagana (i Prussiani) simile ai Lituani, a partire dall'XI secolo subì la progressiva dominazione politica dei Cavalieri Teutonici, tedeschi e cristiani, insediati nella città di Königsberg (l'attuale Kaliningrad, fondata prima del X secolo con il nome di Tvanksta). Dal 1466 al 1660, la Prussia tedesco-lituana fu un feudo vassallo del regno di Polonia, quindi divenne pienamente indipendente trasformandosi nel 1701 nel Regno di Prussia. La germanizzazione andò completandosi nel XIX e nel XX secolo, fino alla catastrofe portata dalla disfatta del Terzo Reich: le truppe sovietiche occuparono nel settembre del 1944 la regione, da cui fuggì quasi interamente la popolazione tedesca. Nel successivo ridisegno dell'Europa attuato a Yalta, la Prussia fu divisa tra la Polonia e l'URSS, ne assegnò una piccola parte alla Repubblica sovietica di Lituania e trasformò il resto in un oblast’ russo. Tutti i nomi delle località furono cambiati e mutò interamente anche la composizione della popolazione: fuggiti o espulsi i tedeschi, al loro posto Mosca incoraggiò una massiccia immigrazione dalla Russia e dall'Ucraina, insediando inoltre numerose grandi basi militari terrestri, navali e aeree. Dopo il collasso dell'URSS, la regione di Kaliningrad è rimasta isolata, circondata da Stati stranieri; con l'entrata di Polonia e Lituania nell'Unione Europea (UE) e nella NATO, l'isolamento è ulteriormente aumentato e la regione è diventata una causa di attrito fra Mosca e la UE.

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