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Kerenskij, Aleksandr Fëdorovic

uomo politico russo (Volsk 1881-New York 1970). Avvocato, aderente al Partito socialrivoluzionario, fu eletto (1912) nella IV Duma, dove capeggiò il piccolo gruppo dei trudoviki, avversi allo zarismo e a ogni governo borghese. Durante la Rivoluzione di febbraio (1917), fece parte del gabinetto Lvov come ministro della Giustizia e vicepresidente del Consiglio. Oratore affascinante, ben visto dagli operai e contadini del Soviet di Pietrogrado, Kerenskij sembrò rappresentare le speranze del popolo. Nel maggio 1917 fu ministro della Guerra e della Marina in un secondo gabinetto Lvov: organizzò allora la famosa “offensiva Kerenskij” (giugno), che, fallita, lo rese inviso ai soldati. Nel luglio formò un suo gabinetto e per respingere il colpo di mano reazionario del generale Kornilov, assunse il comando supremo dell'esercito. Ma le sue posizioni ambigue, a volte persino confinanti con quelle della reazione, distrussero la sua popolarità. Nel novembre i bolscevichi conquistarono il potere e sconfissero anche militarmente Kerenskij, che si rifugiò negli USA.

Bibliografia

W. H. Chamberlin, The Russian Revolution, New York, 1935 (trad. it., Milano, 1955); V. Gitermann, Geschichte Russlands, III vol., Amburgo, 1949 (trad. it., Firenze, 1963); L. Trockij, Histoire de la Révolution russe. La Révolution de février, Parigi, 1950 (trad. it., Milano, 1964); F.-X. Coquin, La Révolution russe, Parigi, 1962.

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