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Kharkiv (città)

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capoluogo della provincia omonima (Ucraina), 105 m s.m., 1.464.740 ab. (2005). In russo Harkov.

Generalità

Fondata nel Seicento alla confluenza dei fiumi Harkov e Lopan, Kharkiv è la seconda città del Paese per numero di abitanti. Deve il suo fiorente sviluppo alla vicinanza dei giacimenti di carbone e di ferro che, a partire dalla fine dell'Ottocento, hanno favorito il sorgere di grandi complessi industriali. La struttura urbanistica della città, in gran parte pianificata e ricostruita dopo le distruzioni belliche, si fonda su ampie strade regolari e vaste piazze con poderosi blocchi di edifici amministrativi e residenziali, cui si affiancano gli agglomerati industriali. Importante nodo ferroviario e stradale (per Mosca, l'Ucraina occidentale, la Crimea e il Caucaso). Kharkiv è inoltre sede di una famosa università (1805) e di numerosi istituti di ricerca. Aeroporto.

Storia

Piazzaforte dei Cosacchi d'Ucraina contro i Tartari, poi contro i Turco-Tartari (sec. XVII), s'ingrandì successivamente e divenne un importante centro amministrativo. Città industriale dalla fine del sec. XIX, fu centro di movimenti rivoluzionari. Capitale della Repubblica sovietica ucraina dal 1920 al 1934, cedette poi il primato a Kiev. Durante la seconda guerra mondiale fu teatro di lotte accanite tra le armate russe e tedesche.

Economia

Oltre all'attività mineraria, la città è tradizionalmente un centro industriale che hanno tuttavia risentito della crisi delle attività produttive successive al distacco dall'URSS (1991): Kharkiv era la principale produttrice di tank e cingolati bellici del blocco orientale. All'approvvigionamento energetico provvedono, in larga misura, i giacimenti di gas naturale della provincia.

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