Khotan

variante grafica di Hetian, città della Cina posta in una vasta oasi nel Turkestan Orientale (Sinkiang Uighur) sul fiume Yurung Kash. § Il Khotan ha avuto un suo preciso indirizzo e sviluppo artistico che, per la sua posizione lungo la Via della Seta, nel tracciato sud della carovaniera che collegava, nell'antica Serindia, le città-Stato sviluppatesi attorno alle grandi oasi della valle del Tarim (Yarkand, Khotan, Mi-lan), si è esteso anche a quelle. Comune a queste città-Stato, organizzatesi dal sec. II al sec. XI sulle due principali strade centroasiatiche, fu l'attività culturale e intellettuale svolta da importanti complessi monastici del buddhismo, centri d'arte e di pensiero, a cui accedevano apporti delle culture iranica, indiana e cinese. Tra questi centri, uno dei più importanti fu quello della “città regale” di Yotkan, accanto al quale vanno ricordati quello di Ravaq (sec. IV-VII) e quello di Dandān-Öilüq (sec. VII-VIII) , entrambi documentati da monumenti architettonici e da frammenti di pitture murali. Le varie campagne archeologiche hanno messo in luce a Khotan monumenti e testimonianze dell'arte centroasiatica buddhista e manichea, con forti componenti ellenistiche, indiane, iraniche e cinesi, oltre ad apporti indo-afghani e corasmiani, che l'arte khotanese rielaborò con stile originale e secondo proprie convenzioni estetiche. Una comunità buddhistica vi si era sviluppata già nel sec. II d. C. e gli sviluppi di questa religione sono attestati in numerose testimonianze nei secoli successivi, anche in località minori quali Niya, Endere, Saggim, Toyuq. L'arte gandharica del buddhismo svolse qui un ruolo fondamentale nelle sue diverse fasi stilistiche, segnate dall'assimilazione di elementi di varie civiltà.

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