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Kim Jong-Il

militare e uomo politico della Corea del Nord (Monte Paskdu 1942-Pyongyang 2011). Figlio di Kim-Il-Sung, divenne ben presto l'erede designato alla guida del Paese. Giovane segretario del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori, nel 1974 venne nominato membro della commissione politica e nel 1982 entrò nel presidium dell'ufficio politico. Deputato dallo stesso anno, rafforzò la sua posizione nell'esercito: comandante supremo nel 1991 e presidente della commissione nazionale di difesa nel 1993. Alla morte del padre, dunque, tutto fu pronto per garantire a Kim Jong-Il un trapasso dei poteri senza possibilità di ostacoli, ma egli prese (luglio 1994) la guida del Paese in una fase particolarmente delicata per il contenzioso in atto con gli Stati Uniti che accusavano il Paese nordcoreano di riarmo nucleare. Pur assicurando la perfetta continuità di un regime tetragono a qualsiasi cambiamento interno, sul piano della politica estera Kim Jong-Il favorì un'attenuazione della polemica in atto con gli USA e la comunità internazionale, stabilendo ipotesi di collaborazione in cambio di aiuti alimentari. Il clima distensivo si interrompeva però bruscamente nel 1996, quando Kim Jong-Il denunciò un piano di ingerenza internazionale e dichiarò minacciosamente di non sentirsi più impegnato al rispetto dell'armistizio del 1953.

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