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Kiribati

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(Republic of Kiribati). Stato dell'Oceania (811 km²). Capitale: Bairiki. Popolazione: 97.000 ab. (stima 2008). Lingua: inglese (ufficiale), gilbertese. Religione: cattolici 55,3%, protestanti 35,7%, altri 9%. Unità monetaria: dollaro australiano (100 centesimi). Confini: oceano Pacifico. Membro di: Commonwealth, ONU e PC, associato UE.

Generalità

Questo arcipelago è tra i più vasti del pianeta. Si trova nell'oceano Pacifico centrale, disseminato sull'enorme area di ca. 5 milioni di km² (si estende per ca. 2000 km da N a S e per ca. 3900 da E a W), e comprende 33 isole, cioè quella di Ocean, o Banaba, e 32 isolotti corallini, ripartiti in tre arcipelaghi: le 16 isole Gilbert, le 8 isole della Fenice e 8 delle 11 isole delle Line Islands o Sporadi Equatoriali (le tre rimanenti, cioè Palmyra, Kingman e Jarvis, costituiscono tuttora una dipendenza degli Stati Uniti). Gli Stati più prossimi sono Nauru a W, Tuvalu e Tokelau a S. Le prime isole furono scoperte all'inizio del sec. XVII, e intorno al 1850 arrivarono i primi missionari (questo spiega l'alta percentuale di cattolici). In passato l'ambiente originale di alcune isole subì notevoli modificazioni a causa dello sfruttamento, a fini commerciali, dei depositi di guano, escrementi di uccello dall'alto contenuto di fosfati. Tale problema, fortunatamente, ha riguardato una piccola parte del territorio; per il resto le isole colpiscono per la straordinaria bellezza dei luoghi. Il turismo, però, è ancora poco sviluppato, e all'inizio del Duemila il Paese risulta tra i più poveri del mondo. La sua economia infatti si basa in larghissima parte sulle esportazioni di copra e di pesce; le uniche possibilità di un miglioramento effettivo risiedono nello sviluppo del settore terziario e in particolare del turismo.

Lo Stato

Indipendente dal 12 luglio 1979, Kiribati è una Repubblica presidenziale nell'ambito del Commonwealth; il potere esecutivo spetta al presidente, eletto a suffragio diretto con mandato quadriennale. Egli è anche capo del governo, ed è coadiuvato nell'esercizio dei poteri dai ministri da lui nominati; il potere legislativo compete invece all'Assemblea unicamerale, eletta per 4 anni. La giustizia è amministrata dalla Corte d'Appello, dall'Alta Corte, e da Corti di Magistrati; i giudici di ogni livello sono di nomina presidenziale. Nel Paese non esiste un esercito regolare, proibito dalla Carta costituzionale; è tuttavia presente una Forza di Polizia. L'istruzione è obbligatoria per nove anni, dai 6 anni ai 15 anni d'età: la scuola primaria dura 7 anni, quella secondaria almeno 5. Ogni atollo ha perlomeno una scuola primaria e il tasso di analfabetismo è abbastanza contenuto (7,5% nel 2001). L'istruzione superiore è impartita presso i college e la sede distaccata dell'University of the South Pacific delle Figi, dislocata a Tarawa.

Territorio: geografia fisica

Data la loro origine madreporica, gli atolli sono interamente circondati da una scogliera corallina, al cui interno sono strette spiagge sabbiose, sulle quali crescono rigogliose (eccetto che su talune delle Line Islands) le palme da cocco. Il clima è equatoriale o tropicale, con temperature varianti da 26 a 32 ºC; le precipitazioni sono abbondanti nelle isole settentrionali, dove possono persino toccare i 3000 mm annui; in quelle centrali e meridionali scendono in media 700 mm di pioggia e si hanno persino periodi di grave siccità.

Territorio: geografia umana

La popolazione è di ceppo micronesiano nelle Gilbert, polinesiano nelle altre isole: la maggior parte (98,8 %) è costituita dagli I-Kiribati; sono comunque popolate solo 20 isole, vale a dire Ocean, l'intero arcipelago delle Gilbert e tre atolli delle Line Islands. La densità abitativa è di 120 ab./km², ma la maggior parte della popolazione si concentra nelle Gilbert, dove è decisamente sovrabbondante rispetto alle risorse alimentari disponibili. Le correnti migratorie che dalle Gilbert si sono dirette alla vicina isola di Ocean e alle isole maggiori delle Line Islands sono un chiaro segnale di questa tensione demografica, che, tuttavia, sembra non essersi risolta. L'atollo di Tarawa ospita la capitale Bairiki, il cui agglomerato urbano accoglie poco meno della metà della popolazione del Paese.

Territorio: ambiente

Gli atolli sono costituiti da roccia corallina e presentano una scarsa vegetazione: le foreste ricoprono solo il 2,7% del territorio; la fauna terrestre comprende uccelli e pochi mammiferi mentre la fauna marina include una grande varietà di pesci. Le usanze e i costumi tradizionali degli abitanti relative allo smaltimento dei rifiuti in discariche a cielo aperto hanno determinato l'inquinamento del suolo e delle falde acquifere, specie nell'atollo di Tarawa che è densamente popolato. Inoltre le isole più basse sono a rischio di erosione a causa dell'innalzamento del livello degli oceani. Le quattro riserve avifaunistiche, i quattro santuari naturalistici, le due riserve chiuse, la riserva marina e la zona di conservazione rappresentano insieme le aree protette del Paese, che interessano l'1,5% del territorio.

Economia

La povera economia di Kiribati, limitata dalla scarsità delle risorse, dalle deboli infrastrutture e dalla lontananza dai mercati internazionali, ha visto un calo del 50% del PIL dopo l'esaurimento dei giacimenti di fosfati alla fine degli anni Settanta del XX secolo. Il Paese è considerato uno dei meno sviluppati a livello mondiale, con un PIL di 137 ml $ USA e un PIL pro capite di 1.372 $ USA (2008). § Il settore primario è penalizzato dalla scarsità di suolo agrario sulle isole; l'agricoltura è condotta in prevalenza secondo forme sussistenziali, producendo per il consumo interno banane, pandani, e i frutti dell'albero del pane e della papaya; unici suoi beni di interesse commerciale sono le noci di cocco e la copra, che hanno tuttavia risentito della scarsità di precipitazioni e della diminuzione dei prezzi sul mercato. Importante inoltre, dalla metà degli anni Ottanta, la produzione ed esportazione delle alghe marine. Nel Paese si allevano prevalentemente suini e volatili da cortile. Il fabbisogno alimentare non riesce a essere soddisfatto: si devono quindi importare riso, grano e carne. Maggior rilievo ha la pesca: praticata con mezzi arretrati, essa ha un peso economico sostanziale per effetto della vendita delle relative licenze a flotte straniere (principalmente giapponesi). § Le attività industriali, che concorrono per poco più del 12% alla formazione del PIL, si limitano a quelle esercitate da rare, piccole imprese di trasformazione dei prodotti agricoli. Il settore secondario ha risentito pesantemente dell'interruzione dell'estrazione di fosfati dall'isola di Ocean, che prima del 1979 rappresentavano ca. l'80% del valore delle esportazioni. § Di crescente importanza risulta il turismo, cui sono destinati per il futuro specifici piani di sviluppo: esso partecipa per oltre un quinto alla formazione del PIL (il terziario, complessivamente, concorre a oltre tre quarti), nonostante sia poco agevole raggiungere le isole che compongono Kiribati e vi siano infrastrutture ancora inadeguate. Le comunicazioni sono scarse (complessivamente vi sono soltanto ca. 670 km di strade adatte alla motorizzazione) e assai difficili, date le enormi distanze tra isola e isola; si svolgono per lo più via mare , con i porti principali nell'isola di Ocean e con Betio, nell'isola di Tarawa. Le Gilbert sono tuttavia collegate fra di loro da un servizio aereo; sulle isole sono presenti anche quattro scali internazionali. A livelli di scambi commerciali, Kiribati esporta soprattutto copra, seguita da noci di cocco, alghe marine e pesci, mentre le principali importazioni riguardano prodotti alimentari, materiali e attrezzature, manufatti, carburante ecc.; i principali partner sono USA, Belgio, Giappone, Samoa, Australia, Malesia, Taiwan e Danimarca per l'esportazione, Australia, isole Figi, Giappone e Nuova Zelanda per le importazioni. Nel corso degli anni la flessione del prezzo internazionale della copra ha causato la formazione di un costante deficit commerciale: l'economia di Kiribati ha quindi continuato a fare affidamento sulle rimesse degli immigrati e a dipendere da aiuti internazionali (erogati principalmente da Regno Unito, Giappone, e Australia). I governi hanno tuttavia avviato un processo di cambiamento, volto alla sostituzione delle merci importate, alla valorizzazione delle isole esterne e al miglioramento dei trasporti. Il Paese è membro della Commissione del Sud Pacifico.

Storia

Le Gilbert, avvistate da navigatori spagnoli tra il 1537 e il 1606, furono dichiarate unitamente alle Ellice protettorato britannico nel 1892 e quindi unite nel 1915 a formare la Colonia della Corona delle Gilbert ed Ellice. Nel 1975 le Ellice si staccavano dalle Gilbert, che restavano una colonia sotto l'amministrazione di un governatore britannico, pur avendo ottenuto l'autogoverno indigeno nel 1977. Due anni dopo, nel luglio del 1979, le Gilbert, con l'isola di Ocean (o Banaba), le isole della Fenice e le Line Islands, ottenevano l'indipendenza, nell'ambito del Commonwealth, e assumevano il nome di Kiribati. All'indomani dell'indipendenza, le difficoltà economiche incontrate subito dal Paese inducevano il governo a premere, nell'ambito del South Pacific Forum, per il raggiungimento di un accordo di cooperazione commerciale tra gli Stati del Pacifico. Erano inoltre sollecitati aiuti sempre più consistenti da parte della Gran Bretagna, mentre venivano allacciati rapporti economici anche con il Giappone e la Comunità Europea. Nonostante gli sforzi del governo, il Paese nella primavera del 1981 attraversava una grave crisi riuscendo tuttavia nei mesi successivi a recuperare la propria stabilità; nel 1982, al termine di una serie di elezioni, Ieremie Tabai, presidente all'atto dell'indipendenza, otteneva il rinnovo del proprio mandato, riconfermato nel gennaio 1983 e nel 1987. Nel 1985 Kiribati aderiva al Trattato di Rarotonga per la costituzione nel Pacifico meridionale di una vasta zona denuclearizzata e firmava un accordo commerciale per la pesca nelle sue acque con l'URSS. Nella seconda metà degli anni Ottanta, non essendosi rinnovati i contratti per la pesca con l'URSS, il Kiribati stipulava un trattato con gli Stati Uniti. Nel 1987, in un quadro di grande immobilità politica, Tabai veniva rieletto alla presidenza della Repubblica. Nelle consultazioni del luglio 1991 questi non si ripresentava ma appoggiava Teatao Teannaki che veniva regolarmente eletto. Ma Teannaki si dimostrava alquanto spregiudicato, sino al punto di incorrere nella destituzione decretata dall'Assemblea legislativa che lo aveva accusato di malversazione (maggio 1994). Si apriva, nell'occasione, una delicata fase politica con la polizia che impediva al presidente ad interim, indicato nella persona di Tekire Tameura, di svolgere le sue funzioni. La situazione di vuoto istituzionale veniva superata con le nuove elezioni svoltesi nel luglio 1994 e vinte dal Maneaban Te Mauri (MTM) che ponevano fine a un quindicennio di ininterrotto potere del Partito progressista nazionale. Pochi mesi dopo il leader del MTM, Teburoro Tito, veniva eletto presidente della Repubblica. Nel settembre 1999 il Paese entrava a far parte dell'ONU. Nel 2003 veniva eletto presidente Anote Tong.

Cultura: generalità

Lo scarso afflusso turistico ha permesso di conservare tratti culturali originari, preservando modi di vita legati al lavoro della terra e al mare e un'organizzazione sociale basata sui clan. Sulle diverse isole dell'arcipelago, nel cui immenso territorio si trova il punto di incontro tra l'equatore e l'antimeridiano di Greenwich che segna il cambio di data, le più diffuse forme di artigianato sono la costruzione di imbarcazioni insieme alla lavorazione del legno e dei denti di squalo. Fra le attività predilette dalla popolazione vi sono le gare di canoa; sono ancora largamente praticati canti e danze tradizionali, principalmente in occasione di feste o riti di iniziazione. Il cattolicesimo importato dai missionari, unendosi a locali pratiche animistiche, ha dato luogo a peculiari forme di religiosità ibrida. Gli alimenti più diffusi, base della cucina locale, sono patate e noci di cocco.

Bibliografia

Per la geografia

B. Antheaume, J. Bonnemaison, Atlas des îles et états du Pacifique Sud, Parigi, 1988; R. Crocombe, The South Pacific, Suva, 1989.

Per la storia

E. Bailey, The Christmas Island Story, Londra, 1977; E. Sabatier, Astride The Equator, Melbourne, 1978; Autori Vari, Kiribati. Aspetcs of History, Suva, 1979.