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Kleihues, Josef Paul

architetto tedesco (Rheine 1933-Berlino 2004). Dopo gli studi a Stoccarda e Berlino, ha lavorato con Peter Poelzig dal 1960 al 1962, quando aprì un proprio studio a Berlino. Docente di composizione all'Università di Dortmund dal 1973, l'anno successivo viene nominato direttore del settore nuove costruzioni dell'Internationale Bauausstellung di Berlino (IBA). Con uno stile che, muovendosi dal New Brutalism allo strutturalismo, approda a un linguaggio architettonico vicino al razionalismo italiano e alla tradizione neoclassica prussiana, realizza: officina centrale della nettezza urbana di Berlino-Tempelhof (1969-83); isolato 270 sul Vinetaplatz a Berlino (1975-77); ospedale di Neukolln, Berlino (1977-86); centro commerciale e residenziale di Wulfen (1979-82); Museum für Vor und Frühgeschichte di Francoforte sul Meno (1980-85). Ha svolto un'intensa attività didattica: è stato professore prima di progettazione e teoria architettonica e poi di urbanistica presso l'Università di Dortmund, dal 1994 ha insegnato architettura alla Kunstakademie di Düsseldorf e ha tenuto corsi all'Università di Yale (1989) e alla Cooper Union School of Architecture di New York (1986-91). Tra il 1979 e il 1987 è stato uno dei commissari dell'IBA (Internationale Bauausstellung Berlin). Tra gli altri progetti si ricordano il Museum für Zeitgenössiche Kunst di Berlino (1997), ricavato dalla ristrutturazione di una stazione ferroviaria, Hamburg, della capitale tedesca e il Museum of Contemporary Art di Chicago (1997).

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