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Kochanowski, Jan

poeta polacco (Sycyna 1530-Lublino 1584). Dopo gli studi seguiti a Cracovia, Königsberg e Padova, soggiornò presso le corti magnatizie ed ebbe l'incarico di segretario del re Sigismondo Augusto, trascorrendo gli ultimi anni della vita nel villaggio di Czarnolas. Esordì con epigrammi latini scritti in Italia, ma si conquistò la fama di più grande poeta slavo preromantico con le sue opere in polacco. Inserito nella vita politica e sociale del suo Paese, ne affrontò i problemi più urgenti in poemi quali La concordia (1564), Il satiro o l'uomo selvatico (1564) e Lo stendardo (1569). Per la celebrazione delle nozze dello statista Jan Zamoyski scrisse in versi liberi la tragedia classica Il rinvio degli ambasciatori greci (1578), in cui si riflette sulle responsabilità di chi governa i destini dello Stato. Di un anno posteriore è la parafrasi in versi del Salterio di David, opera di alto valore artistico che costituisce il primo codice di metrica polacca. Tuttavia Kochanowski raggiunse le vette della sua arte poetica con il ciclo di liriche I lamenti (1580), che riflettono il dolore paterno per la morte della figlioletta Orsula. Completano la sua ricchissima produzione le Bagattelle (1584), brevi poemetti satirici pervasi da un delicato lirismo e i Canti (postumi, 1586), raccolta di liriche su temi di cultura e di vita nazionale. Pieni di sentimento anche i versi d'amore per la campagna raccolti nel ciclo Canto per la festa di S. Giovanni (1584).

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