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Kollár, Jan

poeta slovacco di lingua ceca (Mošovce 1793-Vienna 1852). Nel 1817 si trasferì in Germania. Ordinato sacerdote, partì per Budapest, dove rimase fino al 1849 in qualità di pastore evangelico della comunità slovacca. Dal 1849 ricoprì la cattedra di antichità slave a Vienna. Due sono i fondamentali motivi ispiratori della sua opera principale, il poema La figlia della gloria (1824 e 1832): l'amore per Mina – una ragazza di cui il poeta si innamorò al tempo dei suoi studi a Jena e che per parecchi anni ritenne morta – e le riflessioni sul passato, sul presente e l'avvenire degli Slavi. Gli stessi ideali di panslavismo permeano anche gli altri poemi di Kollár (Il patriota, 1819). Notevoli sono la raccolta di canti popolari slovacchi (I canti nazionali o Canzoni mondane degli Slovacchi in Ungheria, 1827) e il saggio Sulla reciprocità letteraria tra le tribù e i dialetti slavi (1836). Interessanti, sebbene superati nelle concezioni, sono Il libro di viaggio in alta Italia (1843), Il secondo libro di viaggio (1845) e Antica Italia slava (postumo, 1853).

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Jan Kollár.

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