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Koons, Jeff

artista statunitense (York, Pennsylvania, 1955). Rappresentante del postmoderno americano, ritenuto da molti l'erede di A. Warhol, Koons è da annoverare (con P. Halley, McCollum, B. Bloom, J. Holzer, A. Bickerton) tra gli artisti “veramente americani” venuti alla ribalta con il declinare della Transavanguardia Internazionale, di carattere europeo. Koons riprendendo la formula duchampiana dei ready mades, sottrae dalla catena di consumo ordinario oggetti prodotti, nuovi o usati, esibiti o dimenticati, d'uso quotidiano e non (souvenirs, soprammobili kitsch, ecc.), li defunzionalizza e li immette nella catena più alta, quella del consumo estetico (New Hoover Deluxe Shampoo-Polischer, New Shelton Wet/Dry 10-Gallon Displaced riple-decker, 1981-87; Il poliziotto e l'orso, 1989). L'intento di Koons è di suscitare nello spettatore la coscienza di vivere in quanto consumatore, privando l'arte del suo potere catartico e simbolico. Tra le mostre personali dedicate a Koons si ricordano quelle allestite alla Biennale di Venezia nel 1988, allo Stedelijk Museum (Amsterdam, 1992), al San Francisco Museum of Modern Art (1992), alla Staatgalerie Stuttgart (Stoccarda, 1993), al Walker Art Center (Minneapolis, 1993) e al Museum of Contemporary Art (Sidney, 1995). Nel 1997 Koons è stato uno degli alfieri della significativa presenza dell'arte statunitense alla Biennale di Venezia, in occasione della rassegna Futuro, Presente, Passato, realizzata nell'ambito della XLVII Esposizione Internazionale d'Arte.

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