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Kossuth, Lajos

uomo di stato ungherese (Monok 1802-Torino 1894). Nel 1837 fu arrestato e condannato a quattro anni di carcere per aver pubblicato un bollettino di tono radicale teso a informare il gran pubblico di come si svolgevano i lavori parlamentari. Amnistiato nel 1840, tornò nella vita pubblica, sempre fedele alle sue idee radicali, divenendo ben presto il più autorevole rappresentante delle aspirazioni politiche della gioventù ungherese desiderosa di ampie riforme. Nel 1841 fondò il giornale Pesti Hirlap, dalle cui pagine svolse, per tre anni circa, un'energica campagna per l'abolizione dei privilegi feudali, mirando al miglioramento dell'amministrazione della giustizia e ad altre riforme politiche, economiche, sociali. Divenne presto il leader politico della piccola nobiltà e dell'opposizione parlamentare non solo grazie ai suoi ideali politici, ma anche per le sue eccellenti qualità oratorie. Antagonista deciso della politica di Széchenyi, giudicata da lui troppo conservatrice, ebbe una parte decisiva nel raggiungimento delle riforme politiche e sociali del 1848, ricoprendo la carica di ministro delle Finanze nel primo governo ungherese e prendendo successivamente parte attiva alla guerra d'indipendenza. Il 14 aprile 1849, proclamata l'indipendenza dell'Ungheria, fu eletto governatore del Paese, ma dopo quattro mesi si dimise per l'intervento austro-russo. Visse in esilio in Europa, negli USA e, infine, dal 1865 in poi, principalmente in Italia, a Torino. Svolse un'intensa azione politica anche da esiliato, progettando tra l'altro una confederazione dei Paesi danubiani, in funzione eminentemente anti-austriaca. Considerò importante, sin dal 1848, una collaborazione politica e militare con l'Italia; per raggiungerla, collaborò in esilio prima con Mazzini, poi con Cavour. La riconciliazione tra l'Ungheria e la monarchia, avvenuta nel 1867, diminuì gradualmente la sua attività. Non mutò comunque i suoi ideali neppure dopo questa svolta politica, che avviò invece la storia d'Ungheria su strade ben diverse da quelle da lui propugnate.

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Lajos Kossuth.