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Krapina

capoluogo della contea di Krapina-Zagorje (Croazia), 4637 ab. (2001), 40 km a N di Zagabria. Nell'agosto del 1899 fu rinvenuto casualmente in un riparo sotto roccia, sulla collina di Husjakovo, un molare umano associato a industria paleolitica di tipo musteriano. Nello stesso anno fu avviato uno scavo archeologico sistematico diretto da D. Gorjanovic-Kramberger, direttore del Dipartimento del Museo Nazionale Croato e professore di Geologia e Paleontologia dell'Università di Zagabria, che si protrasse sino al 1905. Durante questo scavo furono identificati e investigati 9 livelli ben distinti stratigraficamente. Nell'area compresa tra il secondo e il quarto furono rinvenuti numerosi resti umani associati a cultura materiale e per questo fu denominata Homo sapiens zone. Quella compresa tra il quinto e il settimo livello a causa della fauna ivi rinvenuta fu chiamata Rhinoceros mercki zone, mentre quella inerente i livelli ottavo e nono Ursus speleaus zone. Complessivamente tra il secondo e il quarto livello sono stati portati alla luce 874 resti scheletrici umani, tra cui sette crani conservatisi parzialmente integri, cronologicamente inquadrati dalla fine del Riss-Würm al Würm II. Numerosi resti presentano tracce di combustione di probabile origine post-deposizionale; questo evento, unitamente a una certa mescolanza dei reperti scheletrici che ha sempre reso di difficile interpretazione il numero minimo di individui sepolti nel riparo, nonostante le stime effettuate da alcuni autori indichino una presenza di soggetti inumati compresa tra le 23 e le 28 unità, ha fatto ipotizzare in un recente passato la pratica di riti antropofaghi nelle comunità neandertaliane. L'umanità rappresentata nel riparo di Krapina viene classificata tra gli Homo sapiens neandertalensis, anche se ci sono delle innovazioni evolutive dovute alla presenza di probabili elementi brachimorfi (dotati di cranio relativamente lungo e largo con sviluppo delle bozze parietali) nei neandertaliani, in cui la morfologia cranica era rappresentata tendenzialmente da dolicomorfia (cranio stretto e allungato in senso antero-posteriore). I resti appartengono in massima parte a individui di età compresa tra i 15 e i 18 anni, mentre pochi sono gli adulti.

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