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Krasicki, Ignacy

scrittore polacco (Dubiecko 1735-Berlino 1801). Fu tra i più stretti collaboratori del re Stanislao II Augusto, che lo fece vescovo della Warmia e, in seguito, arcivescovo di Gniezno. Valido esponente dell'illuminismo, nelle epigrammatiche Favole e apologhi (1779), che rappresentano il culmine della favolistica polacca, Krasicki espresse il suo concetto di vita razionale e trattò le relazioni sociali, secondo l'esempio di Esopo, Fedro e La Fontaine. Avversario accanito di ogni tipo di oscurantismo, nelle Satire (1779) criticò con ironia l'arretratezza dei costumi e l'acritica ricezione delle influenze straniere. Scrisse anche poemi eroicomici, quali La sorceide (1775) e la Monacomachia (1778), in cui condannò aspramente la società e i costumi contemporanei, nonché poesie riflessive o di circostanza. L'opera di Krasicki comprende anche il romanzo, genere di cui diede il primo esempio moderno in Polonia con Le avventure di Mikołaj Doświadczyński (1776) e con Il signor Vicescalco (postumo, 1803), rassegna dei problemi della vita dell'epoca. Uno spirito innovatore impronta anche le commedie Il festeggiato (1780) e Il bugiardo (1780).

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