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Krleža, Miroslav

scrittore croato (Zagabria 1893-1981). Tra le figure di maggior rilievo della letteratura iugoslava contemporanea, ha affrontato con successo la lirica, il dramma, la narrativa e la critica. Come poeta esordì con Pan (1917), Tre sinfonie (1917) e Rapsodia croata (1918), cui seguirono Poesie (3 vol., 1918-19), Lirica (1919), Libro delle poesie (1931), Libro della lirica (1932), Le ballate di Petrica Kerempuh (1936), in dialetto kaikavo, Canti delle tenebre (1937) e Poesie scelte (1963). Tutti questi versi sono caratterizzati da un violento spirito anticonformista e da un linguaggio coraggioso ed efficace nel suo irriverente sarcasmo, ma raccolgono anche i sentimenti intimi e gli amori di Krleža, le sue malinconie, le sue gioie personali. Come drammaturgo, Krleža scrisse Leggenda (1914), Cristoforo Colombo (1917), Michelangelo Buonarroti (1918), Adamo ed Eva (1922), ricchi di simboli e di allegorie; Galizia (1920), Golgota (1922) e Cane lupo (1924), ispirati alla I guerra mondiale, che rivelano maggiore concretezza e intensità; la trilogia realistica I signori Glembaj (1928), caustica critica alla società borghese e capitalista. Forte e aspra è anche la prosa narrativa di Krleža: Il dio Marte croato (1922), L'isola del diavolo (1924), Il ritorno di Filip Latinovicz (1932), Banchetto a Blitva (1938), Bandiere (1963), Infanzia e altre memorie (1972). Vigorosa è infine la sua prosa critica, polemica e saggistica: Gita in Russia (1926), Saggi (1932), L'Europa oggi (1935), Eppur si muove (1938), Saggi (1961-67; 1973).

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