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L'Àquila (città)

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capoluogo della provincia omonima e della regione Abruzzo, 714 m s.m., 466,96 km², 72.550 ab. secondo una stima del 2007 (aquilani), patrono: san Massimo d'Aveia (10 giugno).

Generalità

La città sorge nel cuore di un'ampia conca dell'Appennino Abruzzese, alla sinistra del fiume Aterno; è compresa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il nucleo originario, delineatosi nel sec. XIII, conserva l'impianto a scacchiera ortogonale. La cinta muraria, che corre adattandosi alla morfologia del terreno, fu costruita tra il 1272 e il 1316; rimasta pressoché intatta fino alla seconda guerra mondiale, è stata poi smantellata in diversi punti. Gravemente danneggiata nel terremoto del 1703, la città fu ricostruita secondo il piano primitivo e conobbe un intenso sviluppo urbanistico nel corso del sec. XVIII, vivendo un'ulteriore espansione dopo l'unità d'Italia. A partire dal secondo dopoguerra l'attività edilizia ha avuto un forte incremento dentro e fuori la cinta delle mura, dove sono nati nuovi quartieri residenziali e si è sviluppata l'area industriale. La notte del 6 aprile del 2009 la città è stata nuovamente colpita da una forte scossa di terremoto, che ha causato la morte di quasi 300 persone e la distruzione di molti edifici nel capoluogo e in altri comuni. Nel luglio dello stesso anno la città è stata la sede del G8. È sede vescovile e universitaria.

Storia

La città fu fondata verso la metà del Duecento dall'unione di molti castelli sparsi nella zona (99 secondo la leggenda), con l'autorizzazione di Federico II. Schieratasi dalla parte guelfa, nel 1259 venne distrutta da Manfredi. Ricostruita sei anni dopo da Carlo I d'Angiò, crebbe rapidamente per importanza politica ed economica, affrancandosi dal controllo regio, e nel 1294 ospitò l'incoronazione, nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio, di papa Celestino V. Nel sec. XIV L’Aquila divenne, dopo Napoli, la seconda città del regno angioino. Grazie a una ricca oligarchia artigiana e mercantile fiorirono le attività manifatturiere e i commerci (lana, seta, merletti e zafferano) e si estesero fino alla Francia, alla Germania e ai Paesi Bassi. Conquistata una forte autonomia amministrativa, fu sede di una zecca dal 1328 e nel 1458 fu inaugurata l'Università; verso la fine del sec. XV vi si sviluppò l'arte tipografica, introdotta dal tedesco Adamo di Rottweil. Forti contrasti sociali e politici, il conflitto con Rieti, il terremoto del 1461 e la peste del 1477 ne avviarono la decadenza. Passata sotto il dominio aragonese, durante la Congiura dei baroni (1485) si diede al papa, ma fu nuovamente sottomessa l'anno seguente dal re di Napoli Alfonso V d'Aragona. Durante le lotte tra Francia e Spagna per il predominio sul Regno di Napoli fece atto di sottomissione a Carlo V, ma, insorta contro la guarnigione spagnola (1529) venne severamente punita. Fu poi devastata dal terremoto del 1703 e saccheggiata nel 1799 dai francesi contro i quali era insorta. Prese parte ai moti insurrezionali e nel 1860 fu annessa al Regno d'Italia.

Arte

Molte chiese e palazzi della città sono stati danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009. La città conserva numerose chiese (tra cui Santa Maria di Paganica, San Silvestro, San Pietro di Coppito, San Domenico, Santa Giusta, Santa Maria di Roio, San Marciano) risalenti al Duecento e al Trecento, periodo in cui fiorì il romanico abruzzese. Danneggiate dai numerosi terremoti e soprattutto da quello del 1703, furono ricostruite per lo più in forme barocche, conservando i ricchi portali scolpiti e altri elementi delle strutture originarie. La chiesa di Santa Maria di Collemaggio presenta una splendida facciata (prima metà del sec. XIV), rivestita da un paramento di marmi bianchi e rosa e aperta da tre portali gotici sovrastati da altrettanti rosoni; nell'interno è custodito il mausoleo di San Pietro Celestino (1517) di Girolamo da Vicenza. Nel terremoto del 2009 è stata gravemente danneggiata (crollo della volta dell'abside) Il Rinascimento trova la sua espressione più compiuta nella facciata della quattrocentesca basilica di San Bernardino, che, preceduta da una breve scalinata, fu realizzata da Cola dell'Amatrice (1525-40); nel terremoto del 2009 l'abside e il campanile sono stati molto danneggiati; nel grandioso interno, ricco di opere d'arte, sono il sepolcro di Maria Pereira (1496) e il mausoleo di San Bernardino (1505), opere di Silvestro dell'Aquila e della sua bottega. Molti degli antichi edifici della città hanno subito gravi danni in occasione del sisma del 2009. Nella parte più alta della città si staglia la mole del castello spagnolo, circondato da un largo fossato: a pianta quadrata con possenti bastioni angolari, fu eretto a partire dal 1530. Presso le mura, a W, si trova la “fontana delle 99 cannelle” (sec. XIII, ma più volte trasformata), il monumento più caratteristico della città. Dopo il terremoto del 1703 ebbe luogo un'intensa opera di ricostruzione di impronta barocca, che si ritrova in numerosi edifici sacri (chiesa di Santa Maria del Suffragio, Santa Caterina e Sant'Agostino) e architetture civili (palazzi Quinzi, Pica-Alfieri, Franchi-Cappelli, Centi). Su una scenografica piazza prospetta la facciata neoclassica del duomo dedicato a San Massimo (risalente al Duecento, ma interamente ricostruito dopo i terremoti del 1703 e del 1915); l'interno, ispirato alle forme del tardobarocco romano, custodisce il sepolcro del cardinale Amico Agnifili, vescovo della città (opera di Silvestro dell'Aquila ricomposta dopo il terremoto del 1703). Nell'interno dell'ex chiesa di San Giuseppe è il monumento Camponeschi (1432) di Gualtiero d'Alemagna.

Musei

Nel castello ha sede il Museo Nazionale d'Abruzzo (articolato nelle sezioni paleontologica, archeologica, di arte sacra, numismatica, di oreficeria, di arte moderna e contemporanea). Il Museo di Scienze Naturali e Umane di San Giuliano, annesso al convento omonimo, custodisce preziosissimi papiri e volumi sacri di arte copta.

Economia

Accanto alle attività commerciali e amministrative connesse alla funzione di capoluogo e di sede universitaria, la città basa il proprio assetto economico sull'industria, attiva nei settori elettrotecnico, elettronico, edile, chimico, farmaceutico, alimentare (caseario e dolciario), dell'abbigliamento e della lavorazione del legno. Nel territorio, prevalentemente montuoso e in parte coperto da boschi e pascoli, si coltivano cereali, alberi da frutto, ortaggi, viti, olivi e il pregiato zafferano. L’Aquila vanta inoltre una ricca e antichissima tradizione artigianale: oreficeria artistica (lavorazione della filigrana), lavorazione della pelle e del cuoio, del ferro battuto e dei merletti. Rilevante il turismo estivo e invernale e quello congressuale, favorito dalla vicinanza con Roma.

Curiosità e dintorni

L'Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” organizza la rassegna Incontri Internazionali (dicembre), con la consegna del Premio Targa Nestor Almendros. In agosto ha luogo lo spettacolare corteo che rievoca la “Perdonanza”, l'indulgenza plenaria perpetua concessa da papa Celestino V. Nei dintorni sono le rovine della città sabina di Amiterno, patria dello storico Sallustio (84 ca.-34 a. C.). Ad Assergi si trova il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso di fisica nucleare, che si sviluppa sotto il massiccio del Gran Sasso.

Bibliografia

C. Merlo, L'Aquila capoluogo della Regione, Roma, 1949; G. Matthiae, Il Castello dell'Aquila e il Museo Nazionale Abruzzese, Roma, 1959; A. De Stefano, I. Ludovisi, L. Palatini, La città dell'Aquila nelle sue vicende storiche, Cerchio, 1984; A. Clementi, E. Piroddi, L'Aquila, Bari, 1988.