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Léautaud, Paul

scrittore francese (Parigi 1872-Robinson, Parigi, 1956). Figlio di un suggeritore della Comédie-Française, crebbe nella ristrettezza e privo di affetti. Entrò come segretario al Mercure de France nel 1895; vi tenne anche, con lo pseudonimo di Maurice Boissard, la critica teatrale, dal 1907 al 1921, che continuò nella Nouvelle Revue française, dal 1922 al 1924, e nelle Nouvelles Littéraires fino al 1939, e riunì infine nei due volumi del Théâtre de Maurice Boissard (1926-44), rendendosi inviso a molti scrittori per l'indipendenza e la perentorietà dei suoi giudizi. Attinse alla materia autobiografica per l'unico romanzo che pubblicò, Le petit ami (1903; Il piccolo amico). Poco dotato per il lavoro propriamente creativo, Léautaud lo era straordinariamente per l'osservazione diretta, la cronaca, la riflessione su se stesso e sugli altri. Fu così che intraprese nel 1893 l'enorme Journal littéraire (continuato fino all'anno della morte e pubblicato in 19 volumi dal 1954 al 1966). È limitativo dire che contiene 60 anni di vita letteraria: esso è insieme diario intimo, testimonianza morale, analisi critica della letteratura del passato. Di notevole interesse anche l'antologia dei Poètes d'aujourd'hui, preparata con A. van Bever nel 1900 e intesa a far conoscere i postsimbolisti. Léautaud rimase pressoché sconosciuto fino al secondo dopoguerra, quando scoppiò il “caso” delle sue conversazioni radiofoniche con Robert Mallet (Entretiens avec Robert Mallet, 1951).

M. Dormoy, Léautaud, Parigi, 1958; R. Mathieu, Paul Léautaud, la recherche de l'identité, Parigi, 1974; M. Scatasta, La vita placida di Paul Léautaud, Bergamo, 1990.