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Lévy, Bernard-Henry

filosofo e scrittore francese (Béni-Saf, Algeria, 1948). È l'esponente forse più noto e discusso dei cosiddetti “nuovi filosofi” francesi, nel cui ambito esprime una concezione che può definirsi in termini di “pessimismo storico”. La critica radicale dei modelli sociali contemporanei delineata in La barbarie à visage humain (1977), dove la società tecnocratica occidentale e quella socialista sono sottoposte a uno stesso giudizio negativo, si fa critica delle tradizioni filosofiche e religiose in Le testament de Dieu (1979; Il testamento di Dio) e violenta accusa contro la cultura e la politica francesi in L'idéologie française (1981; L'ideologia francese). Nel 1984 ha scritto il suo primo romanzo, Le diable en tête (Il diavolo in testa). Le qualità letterarie dello scrittore si sono affermate nei saggi: Questions de principe (1983; Questioni di principio), Eloge des intellectuels (1987; Elogio degli intellettuali), Les derniers jours de Charles Baudelaire (1988; Gli ultimi giorni di Charles Baudelaire), Questions de principe II (1986; Questioni di principio II) e Questions de principe III (1990; Questioni di principio III), che rivelano un ripensamento sul ruolo della letteratura nell'ambito delle scienze umane, e Les aventures de la liberté (1991; Le avventure della libertà), dedicato alla storia degli intellettuali. Lévy ha continuato un'intensa opera di scrittura, dedicandosi alla critica d'arte con César (1991), in cui commenta i bronzi dell'artista, o Mondrian (1992), e al teatro, nel quale ha esordito con Le jugement dernier (1992; Il giudizio universale) in cui mette in scena nove personaggi che hanno preso parte ai grandi avvenimenti del secolo. Con F. Giroud ha pubblicato Les hommes et les femmes (1993; Gli uomini e le donne) in cui riflette sulle diverse attitudini dei due sessi. Non è venuto meno il suo impegno politico, che negli ultimi tempi si è rivolto soprattutto alle vicende legate alla guerra in Bosnia, tragedia alla quale ha dedicato due opere, La pureté dangereuse (1994, La purezza pericolosa) e Le lys et la cendre: journal d’un écrivain au temps de la guerre de Bosnie (1996; Il giglio e la cenere: diario di uno scrittore ai tempi della guerra di Bosnia). In campo cinematografico ha scritto la sceneggiatura e diretto Le soleil même la nuit. Del 2003 è Qui a tué Daniel Pearl (Chi ha ucciso Daniel Pearl?) un reportage sulla morte di Daniel Pearl, giornalista americano del Wall Street Journal rapito e assassinato da un gruppo di estremisti islamici mentre conduceva un'inchiesta in Pakistan. L'anno successivo è uscito Le siècle de Sartre (Il secolo di Sartre). Nel 2005 la rivista americana The Atlantic Monthly ha affidato a Lévy il compito di ripetere, centosettanta anni dopo, il viaggio di Alexis de Tocqueville in America; Lévy ne ha ricavato un lungo reportage sugli Stati Uniti di oggi, American Vertigo (2007).

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