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Lìpsio, Giusto

(fiammingo Joost Lips), umanista fiammingo (Overissche, Bruxelles, 1547-Lovanio 1606). Professore di storia a Jena e quindi a Leida, si avvicinò al protestantesimo, ma poi, conciliatosi con i gesuiti, insegnò a Lovanio. Lipsio è soprattutto noto per aver curato con grande rigore filologico alcune edizioni critiche di testi di Tacito, Seneca, Valerio Massimo, lasciandoci commenti che rimangono tuttora fondamentali. L'influenza dello stoicismo senechiano e del tacitismo è molto evidente anche nelle opere di carattere politico: De constantia (1584) e Politicorum sive civilis doctrina libri sex (1589), dove Lipsio sembra voler superare i contrasti ideologici della sua epoca con il costante richiamo a una forma di accorto empirismo, che tende a conciliare e risolvere anche il decisivo problema machiavellico dei rapporti fra politica e morale, affidandosi alla virtù risanatrice della “prudenza”, tanto nell'azione dei governanti, quanto nei rapporti fra sovrani e sudditi.

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