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La Màrmora, Alfónso Ferrèro

generale e uomo politico italiano (Torino 1804-Firenze 1878). Uscito dall'Accademia militare di Torino (1822), dopo alcuni viaggi di istruzione in Europa fu incaricato da Carlo Alberto di curare il rimodernamento dell'artiglieria sarda. Nel 1848 si distinse all'assedio di Peschiera ottenendo il grado di colonnello e la medaglia d'argento al valor militare. Sul finire dell'anno divenne ministro della Guerra nel gabinetto Pinelli, carica che riottenne nel 1849 con Gioberti. Dopo la disfatta di Novara fu inviato a Genova come regio commissario e fu promosso tenente generale. Nuovamente ministro della Guerra con D'Azeglio e con Cavour, riorganizzò l'esercito rendendolo solido e articolato, nonostante il ridotto numero degli effettivi. A capo della spedizione di Crimea del 1855, si distinse nel combattimento della Cernaia e, firmata la pace, fu promosso generale d'armata. Combatté a San Martino nel 1859 contro gli Austriaci; terminata la guerra fu per sei mesi presidente del Consiglio. Rassegnate le dimissioni, venne inviato a Napoli (1861) quale comandante del corpo d'armata e prefetto della città: qui molto energicamente combatté il brigantaggio. Nel 1864 a Torino ebbe l'incarico di comporre il ministero: in questo periodo ottenne il riconoscimento del Regno d'Italia dalla Spagna. Nel 1865 rassegnò le dimissioni, ma subito dopo per ordine regio si ritrovò a dover formare un nuovo ministero: in questo periodo stipulò un trattato d'alleanza con la Prussia (1866) e, proprio per non contravvenire a esso, rifiutò l'offerta austriaca del Veneto in cambio della neutralità italiana nella guerra del 1866. Lasciò il governo nel 1866 per entrare in guerra con la carica di comandante dell'esercito, ma, a causa dell'esito negativo della guerra culminata nella disfatta di Custoza, ne fu esonerato durante l'armistizio di Cormons. Per un breve periodo di tempo fu ancora capo del corpo d'armata di Firenze; nel 1870 fu primo luogotenente del re a Roma. Quindi si ritirò a vita privata. Tra le sue opere si ricordano: Un episodio del Risorgimento italiano (1849), Un po' più di luce sugli eventi politici e militari del 1866 (postuma, 1879).

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