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Lambruschini, Raffaèllo

pedagogista italiano (Genova 1788-San Cerbone, Figline Valdarno, 1873). Sacerdote, dopo aver retto la diocesi di Orvieto, fu esiliato nel 1812 in Corsica. Rientrato in Italia in seguito alla Restaurazione, rinunciò alla carriera ecclesiastica per ritirarsi a vivere nello studio in un podere di San Cerbone. Qui ebbe modo di interessarsi ai problemi agronomici e pubblicò il Giornale Agrario Toscano. Come educatore si dedicò all'insegnamento popolare e fondò, a San Cerbone, una scuola-convitto sperimentale dove volle preservare l'atmosfera familiare e incentivare semplici forme di autogoverno. La Guida dell'educatore, pubblicata per quasi un decennio (1836-45), mise a frutto tali esperienze e incontrò l'assenso degli ambienti democratici e liberali non solo italiani. Nel 1847 si trasferì a Firenze per dirigere con B. Ricasoli e L. Salvagnoli La Patria, giornale liberal-moderato. Partecipò alla vita politica (fu anche deputato del Regno) e fu professore di pedagogia e sovrintendente dell'Istituto di Studi Superiori. Rappresentante del cattolicesimo liberale, Lambruschini auspicò per la comunità dei fedeli una conciliazione di autorità e libertà. Dal punto di vista pedagogico, contro il “concetto direttivo” dell'educazione tradizionale e in opposizione al “principio della libera natura” di Rousseau, egli ha concepito la positività del compito dell'educatore come non autoritaria. Nell'opera diretta dell'educatore Lambruschini ha ravvisato la forma fondamentale dell'educazione morale, senza tuttavia misconoscere l'educazione indiretta che distinse in positiva e negativa. Altre opere di Lambruschini sono: Della educazione (1849), Della istruzione (1871), Delle virtù e dei vizi (1873), Dell'autorità e della libertà: pensieri di un solitario (postumo, 1932).